Le inchieste dei media: Le squadre della tortura del generale Petraeus

Pubblicato il 07 marzo 2013 da redazione

NEW YORK – ‘Petraeus Torture Teams’, le squadre della tortura del generale Petraeus: il titolo è dell’Huffington Post, ma le nuove rivelazioni sugli abusi e le brutali violazioni dei diritti umani subiti dai prigionieri iracheni in mano alle forze americane tra il 2003 e il 2005 sono del Guardian e della Bbc araba. E per la prima volta viene tirato in ballo l’ex direttore della Cia – di recente caduto in disgrazia – allora di stanza in Iraq per formare le forze di sicurezza locali e ritenuto uno dei responsabili della creazione di veri e propri centri di tortura. Quelle carceri su cui l’ex generale aveva la responsabilità del monitoraggio. Fu proprio Petraeus poi – secondo una dettagliata inchiesta dei due media britannici – che assunse due colonnelli in pensione dando loro l’incarico di creare dei commando (di cui fecero parte anche elementi di milizie legate alle Guardie Rivoluzionarie iraniane) per sedare la rivolta dei gruppi sunniti. Anche attraverso l’azione di vere e proprie squadre per la tortura dei prigionieri. In particolare James Steele, ufficiale che negli anni ‘80 aveva operato in America centrale nelle cosiddette ‘guerre sporche’ sotto l’amministrazione Reagan, fu spedito in Iraq dall’allora capo del Pentagono Donald Rumsfeld, mentre il colonnello James Coffman faceva direttamente capo a Petraeus. Quest’ultimo, dunque, stando alle nuove rivelazioni, non solo era a conoscenza delle pratiche estreme di interrogatorio praticate su centinaia di sospetti – molti dei quali innocenti – ma tali attività di tortura dipendevano da persone che anche a lui rispondevano. Quello che emerge, insomma, è che gli Stati Uniti, l’amministrazione Bush, furono complici degli abusi compiuti nei centri di detenzione. Non di casi isolati, dunque, si trattava. ‘’La novità – sottolineano i media americani – è che finora si diceva che i militari Usa non potevano non sapere ciò che accadeva sul fronte della violazione dei diritti umani. Oggi sappiamo che erano responsabili’’. Lo stesso Coffman, intervistato da un giornale dell’esercito americano, si definisce come ‘’gli occhi e le orecchie’’ di Petraeus sul campo ai tempi dell’Iraq. ‘’Lavoravano mano nella mano’’, ricorda ancora un alto generale iracheno che collaborò con Steele e Coffman alla creazione delle forze speciali paramilitari. Terribili le torture a cui i sospetti ribelli venivano sottoposti, appesi a testa in giù per ore, colpiti con scariche elettriche e addirittura torturati strappando loro le unghie.

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