Oggi l’ultimo omaggio al presidente Chávez

CARACAS – Oggi i funerali di Stato. È prevista la partecipazione di un numero ancora imprecisato di Capi di Stato e di Governo. Poi, il feretro sarà esposto per altri sette giorni al “Museo Històrico Militar”. Lo ha informato il presidente “ad interim” Nicolàs Maduro, che, ha anche annunciato che il corpo del Presidente Chávez sarà imbalsamato e posto in un’urna di cristallo affinchè possa essere visto ‘’eternamente dal popolo’’, come avviene ‘’con Lenin, Mao e Ho Chi Minh’’.
Ieri, intanto, tanti, tantissimi venezolani hanno sfidato l’inclemenza del sole tropicale per rendere l’ultimo tributo al loro “Comandante”. Una fila immensa, gente umile dei “barrios” ai quali il presidente Chávez amava dirigersi durante i suoi “Alò, presidente!”, con il volto segnato dal dolore e dalla stanchezza, gli occhi umidi per le lacrime, si è avvicendata di fronte alla bara del Capo dello Stato. Ad ogni persona sono stati concessi solo pochi secondi, il tempo appena per una preghiera, per una parola d’affetto e ammirazione, per una lacrima, per un ultimo saluto militare.

Il feretro, coperto per metà dalla bandiera venezolana, è stato esposto con una sorta di finestra di vetro per permettere a tutti di osservare il viso del presidente Chávez, con l’uniforme militare e la sua “boina roja”. Fuori dalle istallazioni dell’Accademia Militare, un serpentone umano lungo più di 10 chilometri ha atteso il proprio turno. Rigide le misure di sicurezza, proibite le foto. La bara del presidente Chávez è controllata ad ogni momento dai servizi di sicurezza. Il Capo dello Stato è apparso, a chi lo ha visto, col volto sereno, disteso, dopo la lunga lotta contro una malattia implacabile. Sull’uniforme militare una banda rossa, quella delle “milizie popolari” che aveva contribuito a fondare e delle quali andava orgoglioso.

Il viavai di gente, di ogni classe sociale, è stato permanente dentro e fuori l’Accademia Militare, il luogo dove il giovane Chávez si è formato come militare e che, come amava ricordare, considerava la sua seconda casa.

Oggi, i capi di Stato e di Governo, giunti da ogni parte del mondo, renderanno onore all’ultimo ‘caudillo’ latinoamericano, al leader che ha trasformato il paese e che col suo carisma si è imposto nel continente latinoamericano.

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