L’ultimo addio al presidente Chávez

CARACAS – Milioni di venezuelani e oltre trenta capi di Stato e di governo hanno dato l’ultimo addio al ‘comandante’ Hugo Chavez nei funerali solenni che si sono tenuti all’Accademia Militare di Caracas. Una giornata segnata dal lutto e dal dolore di tanti, tantissimi venezuelani di ogni estrazione sociale.

Nella sala principale dell’Accademia erano seduti in prima fila davanti alla bara i familiari – la madre, Elena Frìas e i tre figli di Chavez – Maduro con sua moglie Cilia Flores, procuratrice generale del Venezuela, il presidente cubano Raul Castro e il controverso leader iraniano Mahmud Ahmadinejad, che ha versato lacrime per l’amico scomparso chinandosi a baciarne la bara.

Numerosi leader hanno reso omaggio al defunto presidente con una breve guardia d’onore attorno al feretro: oltre a Sebastian Pinera (Cile) Juan Manuel Santos (Colombia), Rafael Correa (Ecuador), Evo Morales (Bolivia), e Daniel Ortega (Nicaragua) si sono susseguiti anche Castro, Ahmadinejad e il presidente bielorusso, Aleksander Lukashenko, ”l’ultimo dittatore d’Europa”. Erano presenti anche tutti i presidenti dell’America Centrale, il principe Felipe per la Spagna e il presidente della Guinea Equatoriale, Teodoro Obiang Nguema.

La cerimonia è iniziata con un omaggio musicale a Chávez, con l’inno venezuelano, alcune delle canzoni preferite del leader bolivariano – che amava cantare e suonare la chitarra nelle sue apparizioni pubbliche – e brani di musica classica interpretate da un’orchestra diretta da Gustavo Dudamel. Nelle prime file si sono viste anche diverse personalità del mondo della cultura e dello spettacolo molto vicine a Chavez, come l’attore americano Sean Penn e il giornalista spagnolo Ignacio Ramonet, direttore per oltre 15 anni della rivista Le Monde Diplomatique.

L’unico a parlare durante il funerale di Stato è stato Maduro, che rivolgendosi al feretro di Chavez ha promesso:

– Non potranno mai sconfiggerci, comandante, tu sei qui indomito, puro e trasparente, sei vivo per sempre, per tutti i tempi.

Ha poi proseguito:

– Non c’è mai stato un leader nella storia della nostra Patria che sia stato più ingiuriato e attaccato in modo codardo del nostro comandante presidente.

Il corpo del presidente Chávez rimarrà esposto ancora per qualche giorno: poi sarà imbalsamato – come Lenin, Mao e Ho Chi Minh – e condotto al Museo della Revolucion, in attesa di riposare in futuro nel Pantheon nazionale accanto alle spoglie di Simon Bolivar. Ora per il Paese si apre un futuro incerto.

Il giuramento di Maduro all’Assemblea Nazionale è stato boicottato dall’opposizione, che lo considera ”una violazione della Costituzione”. Poi la parola passerà ai venezuelani, che nelle urne dovranno scegliere se proseguire sulla strada del ‘chavismo senza Chávez’ o cambiare radicalmente rotta.

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