Il valore di una laurea

Le elezioni sono terminate già da un paio di settimane e il piú grande sconfitto è come sempre il popolo italiano. Una campagna elettorale squallida e vuota di contenuti, questa volta piú che mai, ha evidenziato che il Paese deve affrontare una crisi non solamente economica, quanto soprattutto morale. Il numero dei partiti è di nuovo aumentato, espressione certo di un pluralismo che potrebbe essere visto come un arricchimento notevole al dibattito politico, ma che troppo spesso abbiamo visto sfociare nell’ingovernabilitá piú totale.
Due leader, in particolare, hanno deciso di formare due forze politiche distinte: Oscar Giannino e Guido Crosetto. Il primo ha fondato il partito ´Fare per Fermare il Declino’ e il secondo ha creato, insieme con Giorgia Meloni e con Ignazio La Russa, il partito ‘Fratelli d’Italia’. Giannino e Crosetto hanno storie e vite politiche distinte ma entrambi hanno furbamente ‘arricchito’ il loro curriculum vitae, rendendolo piú ‘pesante’, come si suol dire. Abbiamo appreso che Oscar Giannino non solo non ha mai conseguito un Master alla Booth of Business di Chicago, ma che non ha mai conseguito né la laurea in Giurisprudenza, né quella in Economia. Analogamente Crosetto non ha mai conseguito la laurea in Economia di cui erano piene le sue biografie. Entrambi, quando intervistati, hanno precisato che si sono affrettati a capire chi e perché avesse pubblicato tali falsitá sui loro profili, quasi a sottolineare il fatto che non fossero mai andati sui siti che li riguardavano personalmente. Purtroppo peró, anche a questo gioco del ricevere doni (appartamenti, lauree, vacanze) a propria insaputa, noi italiani ci siamo abituati ormai da tempo.
Tuttavia, una più profonda analisi e riflessione su queste vicende dimostra che il problema è molto grave. Le colpe sono ovviamente individuali e, pertanto, non è possibile trarre conclusioni affrettate e generalizzate. Ci si dovrebbe chiedere, peró, perché questi due esponenti politici siano arrivati ad introdurre nei loro curriculum informazioni completamente false. Suppongo che nel caso di Giannino queste esse siano state introdotte ben prima del suo impegno in politica; paradossalmente, proprio per la sua carriera politica non avrebbe necessariamente avuto bisogno di tali menzogne, giacché per entrare in parlamento non é obbligatorio essere laureati. La gravitá del problema, questa volta con colpe non inviduali ma piuttosto generalizzate nel sistema e nel modo di pensare tipicamente italiano, sta proprio in questo: pensare che siano le carte a dimostrare il valore professionale di una persona e non le reali capacitá di un individuo. Questo fa sí che ci siano ancora molte persone e, soprattutto, una mentalitá diffusa, per cui bisogna rincorrere questa laurea o quel master per poter avere successo, senza minimamente considerare le propensioni naturali di ciascun individuo. I titoli di studio non servono per essere messi in bella mostra nel salotto di casa, ma per certificare che, chi li possiede, è legalmente autorizzato e capace di esercitare la professione per la quale ha studiato. Considerarlo un passe-partout é profondamente sbagliato e nocivo, sia per la societá che, soprattutto, per il falsario stesso. Infine, un titolo di studio é il suggello di anni di sacrifici, di un obiettivo raggiunto, di un punto di partenza, non di arrivo.
A dimostrare il valore dello studio universitario, quello vero, ci pensano quattro ragazzi italiani di 27 anni. Essi hanno creato la loro start up a Roma e sono gli sviluppatori di Atooma, l’app per smartphone premiata come la migliore al mondo a Barcellona, in Spagna, vincendo contro ben 1400 concorrenti. Atooma è un’applicazione Android che permette di personalizzare le funzioni del proprio cellulare permettendo di svolgere determinate funzioni, senza che sia necessario conoscere o lavorare su alcun codice di programmazione. Utilizzando il programma, ad oggi scaricato da 70mila persone, si può istruire il cellulare affinché esegua tutta una serie di compiti, tra i più vari: mandare da solo un sms ogni volta che si arriva a casa, attivare il vivavoce quando si è in macchina, eliminare la suoneria se si è al lavoro e molte altre operazioni ancora, anche assai più complesse e articolate di queste. Tutto questo é nato grazie all’idea di un rivoluzionario sistema operativo per cellulari, frutto del lavoro della tesi di laurea di Francesca Romano, oggi Ceo di Atooma. Complimenti davvero e che serva da esempio.

Andrea De Vizio
www.andreadevizio.com
Twitter: @andreadevizio

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