Debito pubblico, nuovo record: 34 mila euro a testa

ROMA  – Salvare Stati costa: così l’Italia scontando i 43 miliardi versati al fondo europeo si ritrova a gennaio con un nuovo record del debito pubblico che ormai viaggia a 2.022,7 miliardi di euro. Una cifra ‘monstre’ che grava come un macigno sulle spalle di ogni cittadino. Se infatti ognuno dei circa 60 milioni di italiani (ultracentenari e bebè inclusi) decidesse di mettere mano al portafoglio per saldare il conto dovrebbe sborsare ormai circa 34.000 euro. Il conto per una famiglia ammonta così alla stessa cifra per l’acquisto di una casa. Unica, magra, consolazione ma anche un rischio è che almeno la maggior parte (il 59,6%) dei titoli di debito sarebbe in mano italiana. Né segnali particolarmente entusiasmanti arrivano dalle entrate (30,75 miliardi, in aumento dello 0,8%). A far aumentare il debito è dunque soprattutto lo Stato centrale mentre le amministrazioni decentrate iniziano a mostrare addirittura un segno meno. Plaude l’Anci:

– Una ulteriore conferma della virtuosità delle amministrazioni locali.

A fornire il conto è Bankitalia nel consueto Supplemento al Bollettino Statistico: a gennaio – dice via Nazionale – è aumentato di 34 miliardi rispetto a dicembre, toccando i 2.022,7 miliardi. Ha contribuito all’aumento il fabbisogno, pari a 0,9 miliardi; l’emissione di titoli sopra la pari e l’apprezzamento dell’euro nel complesso hanno operato in senso opposto per 0,5 miliardi.

Nel mese di gennaio il sostegno dei paesi dell’area dell’euro in difficoltà (si tratta della quota di competenza dell’Italia dei prestiti erogati dall’Efsf) è stato pari a 0,4 miliardi (complessivamente tale sostegno ha raggiunto i 43 miliardi).

Infine Bankitalia segnala che il debito delle Amministrazioni centrali è aumentato di 34,5 miliardi mentre quello delle Amministrazioni locali è diminuito di 0,5 miliardi. Il nuovo record riaccende la polemica: in particolare i consumatori di Adusbef e Federconsumatori e Beppe Grillo puntano il dito contro il governo di Mario Monti. I consumatori spiegano: che ”con il governo Monti il debito è cresciuto di 139,5 miliardi”. Così il debito accumulato grava ”per 33.973 euro a testa, con un aumento pro-capite di 2.340 euro neonati inclusi”.

Le due associazioni ribadiscono così la loro richiesta di vendere le riserve e l’oro di Bankitalia per far fronte al debito. Grillo invece spiega:

– La tragedia dell’Italia non è l’euro ma l’indebitamento pubblico che cresce di anno in anno. Mario Monti ha fatto crescere il debito pubblico. Monti era il liquidatore, considerato che l’anno scorso eravamo sull’orlo del fallimento.

E anche il Nens rifà i conti (alla luce del peggioramento del quadro complessivo) e spiega:

– Sarebbe opportuno che l’Europa decidesse di rinviare il raggiungimento degli obiettivi di bilancio e, al contrario, mettesse a disposizione degli stati gli strumenti indispensabili a riavviare la crescita.

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