Laura Boldrini Presidente della Camera: a vent’anni ha lavorato in Venezuela

ROMA.- Fumata bianca per la Presidenza della Camera e a sorpresa la scelta ricade su Laura Boldrini, deputata Sel, proposta dal Pd. La Boldrini, eletta con 327 voti, ha tutte le carte in regola per accedere a questo incarico di così alta responsabilità. Marchigiana d’origine, è stata portavoce dell’Agenzia Onu per i rifugiati politici. In precedenza aveva lavorato alla FAO e poi alle Nazioni Unite come portavoce del Programma Alimentare Mondiale.

Ha svolto diverse missioni in luoghi di crisi tra cui Ex-Jugoslavia, Afghanistan, Pakistan, Iraq, Iran, Sudan, Caucaso, Angola e Ruanda. Adesso vive a Roma con la figlia Anastasia.

Ma l’impegno sociale che l’ha portata ad arrivare alle vette di tanti organismi internazionali è iniziato in Venezuela, a Calabozo. In quel paese sperduto Laura Boldrini è venuta appena ventenne per lavorare con i contadini in una risaia. Tre mesi duri che l’hanno messa a contatto con una realtà completamente diversa dalla sua e le hanno fatto crescere dentro la voglia di lottare per i più deboli, per quelli che non hanno mai una voce.

Una promessa fatta a sé stessa nella savana venezuelana e mai più dimenticata.

Le prime parole come Presidente della Camera le rivolge proprio a loro, agli ultimi. Sottolinea l’impegno con i disoccupati, gli esodati, i migranti e ha posto fortemente l’accento sulla necessità di porre fine alla violenza sulle donne.

Il suo discorso si è concluso con una standing ovation di tutti i deputati. La nomina di Laura Boldrini è il primo vero e positivo passo avanti fatto dalla politica italiana.

 

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