Ciprioti si ribellano e la Russia protesta con fermezza

NICOSIA – Cresce il malcontento dei ciprioti contro la proposta di Ue e Fmi di un prelievo forzoso sui depositi bancari in cambio di un prestito internazionale di 10 miliardi di euro, scrive Furio Morroni per l’Ansa, mentre da Mosca arrivano durissime proteste in difesa delle migliaia di russi che vivono e possiedono beni sull’isola. ”E’ una tassa pericolosa”, tuona il presidente russo Vladimir Putin. Frenetiche consultazioni sono in corso da oltre 48 ore a Nicosia fra il presidente della Repubblica, il conservatore Nicos Anastasiades, e i ministri del suo governo nel tentativo di limitare l’impatto del piano di salvataggio. L’approvazione da parte del parlamento è stata rinviata. Dopo la chiusura festiva di ieri, il governo ha disposto la chiusura della banche anche per oggi e domani. Il piano ha suscitato la giustificata rabbia dei ciprioti e degli stranieri residenti che si sentono derubati dei loro soldi ed ha anche indotto il presidente russo Putin a dire la sua in difesa dei circa 80.000 connazionali che vivono sull’isola definendo “ingiusta, non professionale e pericolosa” l’eventuale tassa sui depositi. Si stima infatti che il costo totale di una tale misura potrebbe essere tra i due e i tre miliardi di euro solo per i russi, che tra privati e banche vanterebbero a Cipro oltre 30 miliardi di dollari. Pesante anche il giudizio del premier russo Dmitri Medvedev il quale ha detto che “la possibile tassazione dei depositi bancari a Cipro sembra una confisca dei soldi altrui” e ha definito il piano come “abbastanza strano e discutibile”. Sulla stessa lunghezza d’onda il ministero delle Finanze russo, il cui portavoce, Anton Siluanov, ha criticato l’iniziativa presa dall’eurogruppo “senza consultare la Russia” (che detiene la presidenza di turno del G20) e facendo chiaramente intendere che tale decisione unilaterale potrebbe incidere negativamente sulla decisione di Mosca di estendere, alleggerendone le condizioni, il credito di 2,5 miliardi di euro concesso a Cipro nel 2011. “La Russia – ha detto inoltre Siluanov – è preoccupata non solo per chi ha depositi nelle banche cipriote ma anche perchè ciò potrebbe scatenare conseguenze negative per i depositi in altre banche di Paesi dell’eurozona dove la stabilità del sistema bancario solleva interrogativi” (come Spagna, Grecia e Portogallo). Il ministro delle Finanze cipriota, Michalis Sarris, è atteso mercoledì nella capitale russa dove probabilmente chiederà un’estensione del credito già ricevuto nonché un alleggerimento delle sue condizioni. A Nicosia alcune centinaia di dimostranti si sono radunati davanti alla sede del Parlamento e al palazzo presidenziale per dar voce alla loro protesta. La riunione della Camera dei Rappresentanti (56 deputati) per votare per l’approvazione o meno del piano proposto dall’Ue è stata rinviata al fine, secondo le intenzioni del capo dello Stato, di modificare i termini dell’accordo e di minimizzare l’impatto della misura sui piccoli depositi. Si fanno infatti insistenti le voci di una possibile riduzione dal 6,75 al 3% dell’imposta sui depositi inferiori ai 100.000 euro contro un innalzamento dal 9,9% al 12,5% per quelli di importo superiore. Il tutto purchè alla fine resti invariata la cifra di 5,8 miliardi di euro richiesta dall’Ue ai risparmiatori ciprioti. Analisti locali notano che i contanti potrebbero cominciare a scarseggiare sull’isola perchè gli sportelli automatici degli istituti di credito sono già stati svuotati sabato scorso. Un sondaggio d’opinione condotto dalla società Insights Market e dell’Università di Cipro fotografa il malcontento dei ciprioti: il 72% degli intervistati ritiene che i depositi bancari di importo inferiore ai 100.000 euro non vadano toccati e il 71% pensa che il Parlamento non dovrebbe approvare il piano Ue. Ciò nonostante, il 62% degli intervistati si dice ancora favorevole alla permanenza di Cipro nell’eurozona contro il 28% che preferirebbe che il Paese abbandonasse la moneta unica per tornare alla sterlina cipriota.