Nuova prova per i “grillini”: per il questore serve accordo con il Pd

Pubblicato il 18 marzo 2013 da redazione

ROMA  – Hanno più volte detto di volere per sé non il presidente almeno un deputato questore, strumento indispensabile per ”aprire la Camera come una scatoletta di tonno”. Ma i grillini rischiano seriamente di restare a bocca quasi asciutta nell’Ufficio di presidenza di Montecitorio. A meno che il Pd non decida di correre in aiuto del movimento cinque stelle.

Domani a Montecitorio si elegge il nuovo Ufficio di presidenza, l’organo di direzione della Camera che è composto oltre che dalla presidente Laura Boldrini da quattro vicepresidenti, tre questori (i “padroni di casa” dell’Istituzione parlamentare, per intenderci quelli che curano la redazione dei bilanci, decidono le spese e sovrintendono alla sicurezza) e quattro segretari d’Aula. Numeri alla mano, il Pd e il Pdl possono fare il pieno delle cariche, facendo restare a secco i 5stelle. Il Pd però non vuole che i grillini restino fuori dalla gestione della Camera e sarebbe ben disposto a cedere un questore. Ma i democratici aspettano che dai grillini arrivi una richiesta che, al momento, non è ancora giunta: perchè i cinque stelle sono fermamente intenzionati a escludere sdegnosamente ogni accordo con le altre forze politiche e intendono votarsi i loro candidati senza chiedere aiuto a nessuno. A questo punto solo un ”bel gesto” del pd potrà aprire le porte dell’ufficio di presidenza ai rappresentanti del movimento di Grillo: i democratici dovrebbero cioè decidere di far confluire una parte dei loro voti sui candidati grillini, senza nessuna contropartita. Se così non sarà, l’apriscatole grillino rischia di ritrovarsi spuntato. A meno che non si decida di sfruttare la scappatoia offerta dal regolamento di Montecitorio, dove si prevede che tutti i gruppi parlamentari siano rappresentati nell’Ufficio di presidenza. Se la piena rappresentanza di tutti i gruppi non viene raggiunta nella votazione normale, il presidente della Camera indice una elezione suppletiva per assegnare un segretario a ogni gruppo restato fuori. La controindicazione è che i componenti ”extra” farebbero salire i costi di Montecitorio (uffici, personale, bollette) con buona pace dell’impegno sbandierato da tutte le forze politiche di risparmiare soldi pubblici. Ô forse per questo che, più che mai in questo caso la presidente Boldrini si impegnerà nel “promuovere le opportune intese tra i gruppi”, così da arrivare ad un Ufficio di presidenza a 16 membri, senza elezioni suppletive.

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(ANSA) - IL CAIRO, 11 DIC - Egitto e Russia hanno firmato accordi per la costruzione della prima centrale nucleare egiziana, quella progettata a Dabaa, sul Mediterraneo a ovest di Alessandria. "Firmati accordi tra l'Egitto e la Russia", ha annunciato in sovrimpressione la tv di Stato egiziana mostrando, come riferito da un telecronista, "i ministri dell'Elettricità" dei due paesi firmare documenti con, alle spalle, il presidente russo Vladimir Putin e quello egiziano Abdel Fattah Al Sisi. Che gli accordi alla firma oggi riguardassero la centrale di Dabaa era stato ampiamente anticipato dai media prevedendo ora che i suoi quattro reattori di costruzione russa dovrebbero entrare in funzione fra il 2022 e il 2026. "Dopo l'accordo di Dabaa l'Egitto otterrà la tecnologia più moderna e più sicura", ha detto Putin in un discorso tenuto dopo la firma e trasmesso in diretta tv dall'emittente di notizie Nile News.

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(ANSA) - OLBIA, 11 DIC - Collegamenti marittimi semiparalizzati nel nord Sardegna. A causa del forte vento di libeccio che soffia da questa mattina, le navi che sarebbero dovute arrivare da Genova e Civitavecchia sono rimaste ferme in porto. Il traghetto Bithia della Tirrenia stasera non ha lasciato lo scalo laziale, come previsto, ma partirà alle 8 di domani mattina per arrivare a Olbia solo alle 14. Problemi anche per la nave Tommy della Moby che non potrà rispettare la partenza da Olbia per Civitavecchia alle 22.30 ma mollerà gli ormeggi alle 4 di stanotte attendendo un miglioramento delle condizioni meteo-marine. Stesso problema per il traghetto Janas della Tirrenia in partenza da Genova per Porto Torres, che invece di partire questa sera lascerà il molo ligure domani mattina per arrivare alle 17. Tutto regolare, invece, per il traghetto Moby Aki che stasera affronterà la traversata Olbia-Livorno. "I forti ritardi nei collegamenti marittimi fra la Sardegna e la Penisola - spiega la Capitaneria di porto di Olbia - sono dovuti alle condizioni proibitive in mare aperto dove le onde sono alte sino a quattro metri e il vento è forza sette con raffiche di 33 nodi, cioè oltre 60 km orari". Il forte vento di libeccio ha creato disagi anche a terra, dove i vigili del fuoco di Sassari e Olbia hanno effettuato oltre trenta interventi per tralicci e alberi divelti. Secondo le previsioni ci sarà una attenuazione del fenomeno a partire da domani pomeriggio.(ANSA).

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