Napolitano: “Consultazioni rapide”

ROMA  – Pronti. Via. Domani si parte con consultazioni rapide, 2-3 giorni prevedono al Colle, un incarico normale – che al momento vede in pole position Pier Luigi Bersani – e tanta attenzione alle indicazioni delle forze politiche in proporzione alla forza che gli italiani gli hanno voluto dare con il voto di febbraio.

– Non sarà così facile come in Vaticano – ammette Giorgio Napolitano in un garbato accenno alla politica italiana durante un colloquio con Joseph Biden. Il vicepresidente Usa è in Italia per l’insediamento di papa Francesco ma non rinuncia e mettere in chiaro quella che è da settimane la preoccupazione principale di Napolitano, cioè la crisi economica e le sue incognite.

– Mi auguro che il prossimo Governo continui sulla via virtuosa di riforme strutturali delineata da Monti, che hanno consentito di mettere il Paese al riparo da possibili contagi della crisi finanziaria – dice senza peli sulla lingua il vice di Obama. Non è stato quindi un capriccio, quello del capo dello Stato, che si è sentito in dovere di fermare la corsa del professore verso la presidenza del Senato.

Da sempre Napolitano considera la figura di Mario Monti come una garanzia irrinunciabile per tenere a bada i mercati in questa delicata fase di complessi ed inediti passaggi istituzionali. Difficile quindi che il capo dello Stato rinunci in qualche modo al timone del professore, anche in caso la situazione precipitasse verso nuove elezioni. Quindi, ricapitolando: consultazioni rapide ed incarico probabile già nella giornata di venerdì 22 marzo, in ogni caso entro la settimana. A Bersani, come crede anche Silvio Berlusconi che in queste ore carica i suoi rivendicando il prossimo presidente della Repubblica. Più difficile prevedere cosa accadrà dopo e con quali tempi. La prassi vuole che il presidente incaricato accetti con riserva e inizi poi le sue consultazioni il cui andamento sarà facilmente verificabile non solo dal Quirinale. Se sarà Bersani ad avere l’incarico dalle mani del presidente, il segretario del Pd si giocherà tutto nell’arco di pochi giorni: all’inizio della prossima settimana potrebbe già tornare al Quirinale per comunicare a Napolitano i risultati dei suoi sforzi.

E’ evidente che in una situazione così complessa il Colle tirerà fuori il pallottoliere per una rigorosa verifica dei numeri. Difficile che il presidente possa permettere al Paese i contraccolpi di un voto di sfiducia ad inizio di legislatura e con alle porte l’elezione del nuovo presidente della Repubblica. E al Governo serve – pur per gli affari correnti – una figura simile, se non uguale, a quella di Mario Monti. Poi ci sarà ancora tempo per ragionare sull’utilità di tentare un eventuale secondo incarico meno politicamente caratterizzato, magari solo per portare il più lievemente possibile il Paese alle urne.

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