Santellocco (Cgie): “Ripristinare le risorse destinate agli italiani all’Estero”

Pubblicato il 19 marzo 2013 da redazione

ROMA:- “Ripristino delle risorse assegnate alla Direzione generale del Mae che si occupa di italiani all’estero al livello del 2008 e, nel contesto della auspicata riforma istituzionale, mettere sul tappeto il problema dell’adeguamento della rappresentanza parlamentare, ovvero, al 10% del bacino elettorale deve corrispondere un’adeguata rappresentanza”. Non ha dubbi Franco Santellocco, Presidente della Commissione Formazione, Impresa, Lavoro e Cooperazione del CGIE, nonché membro del CRAM (Consiglio Regionale degli Abruzzesi nel Mondo) in merito alle priorità che i parlamentari eletti all’estero, tra conferme e nuovi volti, dovranno affrontare al più presto. Il problema delle risorse, in effetti, è alla base di tutta una serie di mancati interventi ed attenzioni per le nostre comunità all’estero: tagli e riduzioni che, nel nome della spending review, vedono coinvolti tutti i settori della pubblica amministrazione, e che di certo non hanno risparmiato neanche il Ministero degli Affari Esteri nonostante il suo ruolo strategico. Per quanto riguarda la legge che ha permesso l’esercizio del diritto di voto ai connazionali residenti all’estero, mentre già si parla delle prossime elezioni e soprattutto di una drastica riduzione dei parlamentari, secondo Santellocco “è indispensabile la riforma del voto per corrispondenza con l’opzione rovesciata, ovvero può votare all’estero chi comunica al consolato l’espressa volontà di farlo. Ai nostri connazionali deve essere consentito di votare per corrispondenza, sempre con l’opzione rovesciata, anche per le elezioni regionali, provinciali, comunali”, cosa che, attualmente non è consentita. La legge approvata nel 2001 garantisce il voto per corrispondenza solo per le politiche ed i referendum; una legge che aveva creato grandi aspettative per la presenza di 18 parlamentari eletti in rappresentanza dei circa 4 milioni di connazionali, senza contare gli oriundi, eppure, in circa 8 anni non si è riusciti ad arginare i tagli all’emigrazione e soprattutto a creare quell’attenzione doverosa verso questo patrimonio e le ricadute positive che può arrecare al Paese. Per Santellocco, all’origine di questo stato di cose, “le divisioni ideologiche e il non aver saputo far fronte comune al cospetto del Governo e dei media. Non si sono mai riuniti per decidere azioni comuni, non hanno mai voluto sentire le opinioni delle Commissioni del CGIE, si sono isolati evidenziando punte di arroganza”. Di certo, se prima del voto la percezione degli italiani all’estero era piuttosto falsata, ancorata a sorpassati luoghi comuni, ci sembra che, proprio stando a ciò che la stampa (ovviamente non quella di settore) scrive, non ci sembrano siano stati raggiunti obiettivi dignitosi. Secondo Franco Santellocco, anche i parlamentari appena eletti “tra cui un paio di imprenditori, e molti provenienti dal mondo sindacale e dei patronati, rappresentano più il volto della vecchia emigrazione che quello legato alla fuga dei cervelli ed alla emigrazione tecnologica recente”.
Ma c’è un altro aspetto che Santellocco ha voluto evidenziare proprio all’indomani delle elezioni: “Come ho avuto modo di scrivere recentemente, al di là dei risultati, decisamente in controtendenza rispetto al dato nazionale, all’estero, su 3.494.687 plichi inviati, ne sono stati restituiti 1.122.294, senza dimenticare le 113 mila schede bianche o nulle”. Per Santellocco sono dati che bisogna leggere come un segnale di protesta, disaffezione al voto, che se in Italia è stato espresso a favore del Movimento 5 Stelle, all’estero si è “semplicemente” disperso, occorrerebbe verificare se per disguidi tecnici o per reale mancanza di interesse. In ogni caso, il Presidente della V Commissione del CGIE non manca di rilevare che una forte responsabilità va assegnata anche alla Rai che, nonostante le Tribune elettorali dedicate ai candidati esteri, non è riuscita ad attivare una adeguata campagna informativa in merito alle modalità di voto, ai tempi, decisamente diversi da quelli italiani, e soprattutto alla possibilità di poter richiedere il certificato elettorale ed il plico direttamente al Consolato. “Inoltre – aggiunge Santellocco – si tratta di un’ulteriore dimostrazione di quanto la Rai, che tanto ama definirsi servizio pubblico, sia incapace di trasferire agli italiani che vivono all’estero l’immagine reale della società”, e questo conferma i risultati tra il voto delle due Italie, basti ricordare soltanto che mentre il Pdl in Italia ha ottenuto un’affermazione decisamente al di là di ogni aspettativa, all’estero è in pratica… scomparso conquistando un solo seggio, stessa sorte, al contrario, per il Movimento di Beppe Grillo.

Intanto, come rileva Rocco Di Troilo, candidato del Pd per la ripartizione America Settentrionale, “del grande numero di candidati resta per ora l’eco di promesse, anch’esse personali, di impegno, di rappresentanza diretta di comunità o di parti di comunità, l’enfasi su un associazionismo pensato e utilizzato come un taxi per gratificarsi con un ingresso in Parlamento. I collegi elettorali tornano in stand by con il loro bilancio di migliaia di schede annullate o non pervenute dentro una macchina ed una modalità elettorale che non funzionano e che andrebbero cambiate”.

Giovanna Chiarilli

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