Napolitano apre le consultazioni: Bersani pronto

ROMA  – E’ il momento di Napolitano. E’ al palazzo del Quirinale che si trasferisce la difficile partita per la formazione del governo. E’ lì che il presidente della Repubblica, da questa mattina, svolgerà le sue consultazioni; ed è lì che, al termine del giro di orizzonte con le forze politiche, convocherà il presidente del consiglio incaricato. Ieri, in serata, è anche spuntata l’ipotesi, in ambienti parlamentari, di un incarico da affidare ad una personalità istituzionale solo con l’obiettivo di far guadagnare tempo al Pd nel tentativo di trovare una maggioranza parlamentare indispensabile per affidare l’incarico pieno al leader del partito.

Interpellate al riguardo, fonti del Colle hanno ribadito quello che viene spiegato da giorni e cioè che il presidente della Repubblica prenderà le sue decisioni solo in base a quanto emergerà dal giro di consultazioni che si terrà nei prossimi due giorni. Niente altro. A salire lo scalone che porta allo studio di Napolitano oggi saranno prima i presidenti delle Camere Grasso e Boldrini, poi le delegazioni dei gruppi parlamentari. Faranno seguito i partiti più piccoli e domani le forze maggiori.

Per i cinquestelle ci saranno Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio, per la prima volta a colloquio con il presidente della Repubblica. Il centrodestra si presenterà con una delegazione unica composta da pdl e lega, anche per smentire le voci di divisioni. A chiudere la sfilata , domani pomeriggio, sarà il Pd, il partito che rivendica per sè l’incarico.

Napolitano è consapevole delle difficoltà. Grillo dirà a Napolitano che non ha la minima intenzione di farsi coinvolgere nella formazione del governo: quelli delle cinque stelle sono disponibili a votare i provvedimenti di loro gradimento, volta per volta, e niente di più. Ma Bersani, che dice di avere ”grandissima fiducia” nel capo dello Stato, non si dà per vinto: sull’onda del colpo messo a segno con l’elezione dei nuovi presidenti delle Camere, chiederà comunque a Napolitano di affidargli l’incarico, come leader della coalizione che ha la maggioranza assoluta alla Camera e la maggioranza relativa al Senato. Bersani andrà alle consultazioni con la proposta già votata dalla direzione del pd: spiegherà a Napolitano di voler cercare in Parlamento i consensi delle forze disposte ad appoggiare il suo programma in otto punti. Per riuscirci il leader pd ha intenzione di replicare la mossa usata a Montecitorio e a Palazzo Madama : nomi nuovi e fuori dagli schemi.

– Stiamo facendo girare la ruota – dice il leader Pd. A quanto pare Napolitano affiderà non un semplice mandato esplorativo per sondare le forze politiche, ma un mandato vero e proprio, dopo aver fatto anche un check dei numeri, per delle consultazioni al termine delle quali il segretario del Pd potrà eventualmente presentarsi alle Camere e chiedere la fiducia sulla sua squadra e sul suo programma.

L’importante, per il Colle, è che si arrivi rapidamente a una soluzione e che il paese non venga lasciato nell’incertezza. La strada, come tutti ripetono da giorni, è stretta . Per allargarla un po’ Bersani spera che anche la Lega Nord si faccia convincere a non staccare la spina della legislatura. I contatti ci sono stati, ma Maroni ha deciso di blindare il suo patto con il Pdl.

– Non faremo nulla contro la coalizione – assicura Maroni. Che però aggiunge, lasciando aperto un minimo spiraglio :

– Come governatore della Lombardia voglio un governo che mi dia risposte.

Difficile, però, che la Lega si faccia convincere da un governo guidato da Bersani con innesti di personalità ben viste dai grillini (Rodotà, Saviano, Settis, tanto per citare i nomi che circolano maggiormente). La linea del centrodestra è un’altra: strappare al Pd l’assicurazione che dopo Napolitano il Quirinale andrà a un esponente del centrodestra, e dar vita a un governo di larghe intese, escludendo i grillini.

– Per uscire dalla recessione e ripartire verso lo sviluppo – sostiene Berlusconi – occorrono interventi forti, e soltanto un governo esperto, stabile e autorevole che scaturisca da un accordo tra il Pd e la nostra coalizione può realizzarle. Ma in cambio abbiamo ricevuto solo insulti.

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