Papa al lavoro sul rimpasto: attese le prime nomine

CITTA’ DEL VATICANO  – Non dovrebbero farsi attendere le prime decisioni di papa Francesco sul riassetto in ruoli di vertice della Curia romana. Il nuovo Pontefice sta già intrattenendo colloqui, si sta consigliando con porporati con cui ha rapporti d’amicizia di vecchia data, si sta formando le necessarie valutazioni insieme a personalità di sua fiducia, per procedere alle nomine relative a ruoli di responsabilità. E’ chiaro che la decisione più importante è quella su chi dovrà essere il nuovo segretario di Stato al posto del card. Tarcisio Bertone, confermato provvisoriamente da Bergoglio insieme agli altri capi-dicastero con la formula ”donec aliter provideatur”, ”fin a che non si provveda diversamente”.

La nomina del capo del massimo dicastero di Curia potrebbe arrivare già entro l’estate, e si stanno valutando i nomi più adeguati per la posizione cruciale nel governo della Chiesa, quella in cui si manovrano le vere leve del potere vaticano. Un’altra pedina che potrebbe subire un avvicendamento in tempi non lunghi potrebbe essere quella della Prefettura della Casa Pontificia, dove dal 7 dicembre scorso siede mons. Georg Gaenswein, già segretario particolare di Benedetto XVI, che peraltro avrebbe manifestato il desiderio di andare come coadiutore a Colonia, per subentrare poi al card. Joachim Meisner, quasi 80/enne. Per entrambe le posizioni si pensa a ”promuovere” dei nunzi apostolici, scelti tra quelli di maggiore esperienza, in nunziature strategiche sia per la loro ”influenza” nell’ambito ecclesiastico sia per il ruolo nelle relazioni diplomatiche vaticane. Tra i nomi presi in considerazione, quelli del nunzio a Parigi mons. Luigi Ventura, 68 anni, di quello a Varsavia mons. Celestino Migliore, 60 anni, ex osservatore permanente della Santa Sede all’Onu, di quello a Londra mons. Antonio Mennini, 65 anni, il sacerdote che raccolse l’ultima confessione di Aldo Moro nella prigione delle Br. Di spicco anche la figura di mons. Pietro Parolin, 58 anni, dal 2009 nunzio in Venezuela e in precedenza sottosegretario per i Rapporti con gli Stati.

Starebbero perdendo terreno, invece, le quotazioni di mons. Lorenzo Baldisseri, segretario della Congregazione dei vescovi nonchè del Collegio cardinalizio, di cui non sarebbero piaciute le uscite sulla sua ”promozione” a cardinale per il fatto che, quando al termine del Conclave ha imposto lo zucchetto bianco al neo-eletto Bergoglio, questi gli ha messo in testa la sua berretta rossa da porporato. Baldisseri, comunque, in questi giorni sta svolgendo un ruolo di factotum accanto al nuovo Papa: avrebbe giocato un ruolo anche nel far arrivare a Bergoglio la proposta giunta da ambienti istituzionali italiani per una visita del Papa al carcere minorile di Casal del Marmo, proposta che il Pontefice ha accolto con entusiasmo decidendo addirittura di celebrare nell’istituto la messa del Giovedì Santo. Baldisseri, inoltre, resta in predicato per l’assegnazione definitiva della ”berretta rossa” al primo Concistoro utile.

L’orientamento che si percepisce, da fonti ben informate, è che il nuovo Papa voglia procedere a un rinnovamento di tutte le posizioni-chiave, e anche impostare una conduzione più collegiale. Si penserà poi a cosa fare con gli altri dicasteri, se procedere ad accorpamenti, snellimenti, semplificazioni della struttura complessiva e dei rispettivi organigrammi. Il clima di attesa, quasi di ”fibrillazione”, negli uffici vaticani e ben percepibile.

Intanto, Bergoglio dovrebbe scegliere anche un secondo segretario personale, magari come lui di lingua spagnola, da affiancare al maltese mons. Alfred Xuereb, ex secondo segretario di Ratzinger, che per ora resta nell’incarico. Continua quindi con gli incontri, le consultazioni. Ieri ha pranzato con il cardinale honduregno Oscar Rodriguez Maradiaga. Subito prima aveva ricevuto in udienza il cardinale tedesco Josef Cordes, ex presidente di ”Cor Unum”, e mons. Carlos Maria Nannei, presule dell’Opus Dei. A breve, inoltre, dovrebbe fare anche una visita a tutti i dicasteri, come è prassi per i Pontefici appena eletti.

”Papa Francesco presto comincerà a scegliere i suoi collaboratori di vertice: il segretario di Stato, i prelati segretari, i capi dei maggiori uffici. Pregate per lui”, ha twittato nelle ultime ore il cardinale americano Roger Mahony, uno degli ”elettori”.