Sindacati a Bersani: “Governo subito”

ROMA  – Un governo che guardi ”all’economia reale”, affrontando i problemi ”essenziali” e ”l’emergenza” economica. Che vuol dire, innanzitutto, agire per il lavoro, tagliare le tasse e pagare i debiti della Pa. Queste le priorità che i sindacati e le imprese hanno indicato al premier incaricato Pier Luigi Bersani nel corso delle consultazioni alla Camera con le forze sociali. E tra le ipotesi da percorrere c’è anche quella di ”togliere il pagamento dell’Imu sulla prima casa fino ad un valore di 1.000 euro”, come ha chiesto il leader della Cgil, Susanna Camusso. Perchè, tra l’altro, la ”somma delle scadenze” estive, tra Imu, Tares (la nuova tassa sui rifiuti) e ulteriore aumento dell’Iva, è una ”miccia che va disinnescata”.

Bersani ieri mattina ha ricevuto i segretari generali di Cgil, Cisl, Uil e Ugl. E subito dopo i rappresentanti di Rete Imprese Italia (Confcommercio, Confesercenti, Confartigianato, Cna e Casartigiani), che hanno chiuso il giro d’orizzonte con le parti sociali (l’altro ieri tra gli altri è stata la volta di Confindustria). Esposta, oltre alle priorità sul fronte sociale ed economico, la necessità di formare un governo, evitando nuove elezioni.

– Bisogna fare il governo e farlo a tutti i costi. La situazione è drammatica e il Paese ha bisogno di un accordo tra le forze politiche – ha detto il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, chiedendo responsabilità e ribadendo di essere ”contrarissimi a tornare a votare” con il rischio di finire ”come Weimar”.

Il numero uno della Uil, Luigi Angeletti, ha chiesto ”un segno importante e decisivo” su come affrontare ”l’emergenza economica”.

Camusso ha insistito sull’esigenza di un governo che indichi ”un segno di cambiamento”, che vuol dire ”cominciare a occuparsi dell’economia reale e della condizione delle persone”, partendo dal lavoro. E tra i ”problemi essenziali” su cui Bonanni (come gli altri, oltre ai costi della politica) ha puntato l’attenzione c’è la riduzione delle tasse sui lavoratori e sui pensionati, che è ”una esigenza di giustizia e dell’economia”. Insieme a ”un intervento forte” contro l’evasione fiscale, ”portando i reati sul piano del penale”.

Dopo Pasqua, ha fatto sapere la Uil, Cgil, Cisl e Uil dovrebbero incontrarsi per mettere a punto ”percorsi e azioni unitarie” sulle mosse urgenti per dare innanzitutto risposte ai lavoratori (tra i punti comuni anche le risorse per gli ammortizzatori sociali e gli esodati). Mentre la Fiom ha già in campo l’avvio di un confronto con tutte le forze politiche sulla situazione industriale e una manifestazione da organizzare per maggio.

La riduzione della pressione fiscale, ”oggi a livelli insostenibili per famiglie, lavoratori e imprese”, assieme alla richiesta di scongiurare l’aumento dell’Iva da luglio, è anche il primo punto del documento che Rete Imprese Italia ha presentato a Bersani (semplificazione normativa e amministrativa, credito alle imprese, mercato del lavoro gli altre tre punti).

– C’è l’assoluta necessità e urgenza – ha detto il presidente di turno Carlo Sangalli – di dare subito un governo al Paese, richiesto dalla drammatica situazione economica che sta attraversando e dalle imprese che sono al collasso. Anche per la mancanza di liquidità: per questo bisogna pagare immediatamente i debiti della Pa.

– Chiediamo un governo forte, non di minoranza, che metta in campo azioni per il lavoro –  ha ammonito il segretario generale dell’Ugl, Giovanni Centrella.