Balotelli fa volare l’Italia, il Mondiale è sempre più vicino

LA VALLETTA – Il massimo risultato col minimo sforzo. L’Italia torna da Malta con un 2-0 firmato da Balotelli, non bello certo ma prezioso. Gli azzurri trovano un vero e proprio 13 perché i punti in classifica sono il simbolo della vittoria di ieri sera, ottenuta per supremazia tecnica ma anche per una certa dose di fortuna. Il pari della Bulgaria in Danimarca tiene la seconda del gruppo a 3 punti di distanza, e con una partita in meno per gli azzurri.

A conti fatti la vittoria allo stadio di TàQali è un passo importante verso la qualificazione ai Mondiali. Andrà confermato il 7 giugno a Praga, contro una Repubblica Ceca dietro di 5 lunghezze ma la condizione ora è quella di procurarsi una bella serie di match point. Che il calcio non sia scienza esatta, lo dimostra la bella partita di Malta. Come gli azzurri cinque giorni fa col Brasile, i dilettanti di Ghedin hanno provato a invertire i ruoli e hanno messo in difficoltà loro la nazionale più blasonata. Prandelli ringrazia Buffon, per la parata sul rigore di Mifsud che suggella la notte in cui il portiere ha raggiunto Paolo Maldini a quota 126 presenze, secondo assoluto.

Il palcoscenico è ancora una volta per Balotelli, la cui serata è da 13, come il numero di rigori realizzati consecutivamente, tra club e nazionale: il suo uno-due lo ha trasformato agli occhi dello stadio da beniamino ad avversario da fischiare, e a lungo. In campo il trattamento è stato rude dall’inizio, come per tutti gli altri azzurri
L’Italia si presenta con il consolidato 4-3-1-2, Giaccherini ha vinto il ballottaggio con Cerci. Rispetto al Brasile, Prandelli inserisce Abate per Maggio, Marchisio per lo squalificato De Rossi e restituisce a Balotelli il suo ‘gemello diverso’ El Shaarawy. Dietro le due punte, spetta sempre al piccolo Giaccherini andare a dar fastidio alla difesa maltese. Che peraltro Ghedin rivoluziona all’ultimo. Tra i pali c’é Haber e non Hogg, che a Sofia aveva preso 6 gol, resta fuori anche l”italianò del Latina, Agius. Le forze in campo sono così impari che oltre ai 17 mila spettatori ad accogliere le squadre c’é anche il presidente della Repubblica di Malta, George Abela. Storia e fratellanza sono forti, anche qualche maltese sugli spalti canta l’inno di Mameli. Ma l’amicizia finisce lì. Non c’é il vento temuto, tutto potrebbe filare liscio per i palleggiatori azzurri, invece è subito chiaro: Malta in campo morde. Due linee strette, Schembri su Pirlo come all’andata ma con più liberta di sganciarsi, il pericolo pubblico numero 1 stavolta è Balotelli su cui si stringono in quattro, con Dimech in versione pilone di rugby che gliele suona. In avanti, è la ‘zanzara’ Mifsud a scappare sempre al centro, come al 5’ quando il suo contropiede non si chiude di un soffio.

L’Italia trova difficoltà negli spazi stretti, Marchisio non ha ritmo, De Sciglio a sinistra parte intimidito, Giaccherini finisce a fare l’ala destra. Ma all’8’ arriva il regalo di Dimech, che stende El Shaarawy in area: Balotelli dal rigore non sbaglia, è il centro numero 13 consecutivo.

Sotto di 1-0, ovvio che Malta non cambi: continua a fare l’unica partita possibile. E per due volte ha la possibilità di pareggiare. Al 16’ gliela nega Buffon, parando a Mifsud un rigore da lui stesso provocato dopo l’errore di Marchisio e il buco di Bonucci; tre minuti più tardi è la traversa a respingere la bordata del piccolo centravanti maltese, ancora una volta scappato via. E l’Italia? Al 13’ una bella combinazione Balotelli-El Shaarawy, con destro fuori, al 30’ stop girata e sinistro di Balotelli di poco impreciso. Ma allo stesso minuto c’é lavoro anche per Buffon che respinge a fatica un’insidiosa punizione di Failla.

Il tempo sta per scadere, e arriva il raddoppio: lancio di Bonucci, De Sciglio entra in area e scarica per Balotelli che apre il destro sul palo opposto. Due a zero, e fischi al centravanti azzurro del pubblico maltese che fiuta la crudeltà del calcio. Il doppio vantaggio apre i cuori agli azzurri, e con loro il gioco.

Il ritorno in campo, a protagonisti invariati, propone un’Italia più pronta alla manovra. Muscat va vicino al gol col sinistro all’8’, ma subito dopo se lo mangia solo davanti alla porta Giaccherini servito a centro area da Abate. Mifsud reclama per una caduta in area al 12’, l’arbitro fa giocare, ma è ancora lui a rendersi pericoloso al 14’ sparando da dentro l’area sulla faccia di Barzagli. Prandelli cambia, per Giaccherini entra Candreva e non Cerci, non è serata da tridente. Con cinque centrocampisti di fatto – El Shaarawy ancora una volta conferma la predisposizione al sacrificio – ora l’Italia frena le folate dei ragazzi di Ghedin, e addormenta la partita col palleggio. Bravo alla mezzora Candreva a infilarsi da destra in area, il suo cross rasoterra è un scialo nelle braccia del portiere. Subito arriva l’occasione di Cerci, per El Shaarawy, ma l’assetto azzurro non cambia a parte l’inversione di fascia tra il neoentrato e Candreva. Malta ha esaurito le energie, l’Italia di stasera non può garantire goleade. Bada al sodo, e ottiene ciò che voleva, i tre punti.