Sun e Daily Telegraph, finisce l’era delle news gratuite

LONDRA  – La Gran Bretagna vantava ancora qualche quotidiano che offriva a tutti news gratuite. Ma uno dopo l’altro, complice la crisi della pubblicità e il calo delle vendite, gli editori stanno cedendo alla necessità di introdurre forme di abbonamento. Gli ultimi due ad abbandonare la politica della gratuità sono stati il Sun e il Daily Telegraph, due ‘corazzate’ della stampa nazionale.

Il Sun, tabloid di punta nell’impero di Rupert Murdoch, nonostante i molti scandali che lo hanno colpito negli ultimi anni, da ultimo il devastante ‘Tabloidgate’ per il quale continuano arresti e processi, resta il giornale più comprato e letto nel Regno Unito, con 2,4 milioni di copie che vanno ogni giorno a saziare la fame di gossip dei britannici. Il suo sito non è da meno, perchè vanta 30 milioni di visitatori ogni mese.

Il Daily Telegraph, invece, è il pilastro del giornalismo conservatore, ma da qualche tempo in crisi, come del resto gli altri ‘big’ della carta stampata. Ha annunciato di recente il taglio di 80 giornalisti su 550, ed è pronto a scommettere sempre di più sulla versione online. L’amministratore delegato, Murdoch MacLennan, è stato chiaro in proposito: vuole fare tagli nella versione cartacea, le redazione di Daily Telegraph e Sunday Telegraph verranno accorpate, e assumere 50 nuovi giornalisti specializzati in internet.

Partita dagli Stati Uniti, quindi, ha definitivamente varcato l’Oceano la dura legge del Web: le news gratis su internet costano troppo per restare gratuite.

– Questa situazione non è più gestibile – ha detto Mike Darcey, amministratore delegato di News International, braccio britannico del gruppo di Murdoch che controlla il Sun -. Faremo pagare i nostri contenuti a partire della seconda metà del 2013.

Mentre l’editore del Daily Telegraph ha annunciato che introdurrà a breve la formula del ‘paywall’, già usata negli Stati Uniti dal New York Times, che permette agli utenti di leggere un certo numero di articoli gratis, oltre il quale ci si deve abbonare.

– Vogliamo sviluppare un rapporto sempre più stretto col nostro pubblico di Internet e prodotti per i soli lettori del sito – ha detto Tony Gallagher, direttore del Telegraph. Lo stesso accade per un altro quotidiano britannico, il Financial Times, che conta decine di migliaia di abbonati online. Mentre il Times, altro giornale britannico del gruppo Murdoch, ha scelto la via del ‘paywall’ totale: non ci sono articoli gratis sul sito ma si paga tutto.

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