Caso Marò, revocate le restrizione all’Ambasciatore

NEW DELHI  – La Corte Suprema indiana ha revocato oggi le limitazioni imposte all’ambasciatore d’Italia Daniele Mancini due settimane fa, sottolineando nello stesso tempo i ritardi del governo di New Delhi nella costituzione di un tribunale speciale per esaminare l’incidente del 15 febbraio 2012 che implica i marò ed in cui morirono due pescatori. Per ottenere un resoconto sulle iniziative del governo per la costituzione del tribunale speciale, il presidente della Corte, Altamas Kabir, ha fissato una nuova udienza per il 16 aprile.

Il giudice ha preso atto che Massimiliano Latorre e Salvatore Girone sono rientrati in India il 22 marzo, ossia nei tempi previsti dal permesso loro concesso, e per questo ha disposto la revoca della proibizione di lasciare l’India imposta a Mancini. Reagendo alla notizia, l’ambasciatore italiano ha manifestato all’Ansa ”soddisfazione” sottolineando che ”è il momento di guardare avanti per approfondire il dialogo fra i governi nella certezza che i lavori della corte speciale per i marò possano cominciare presto con la modalità del ‘fast track”’, ovvero con un processo rapido.

Circa gli sviluppi della vicenda, Kabir ha ascoltato un breve intervento del procuratore della repubblica Goolam Essaji Vahanvati secondo cui il governo sta ”assumendo iniziative” per la costituzione di un tribunale ad hoc. La stampa indiana aveva assicurato, creando preoccupazione fra i legali dei marò, che il ministero dell’Interno aveva assegnato le indagini all’Agenzia nazionale di investigazione (Nia), creata per trattare i casi di terrorismo. Ma su questo durante l’udienza il presidente Kabir ha invitato a ”non prendere per oro colato ciò che viene pubblicato dai giornali”.

Da parte sua, infine, Carlo Sica, avvocato dello Stato che segue i legali indiani di Latorre e Girone, ha detto che ”è necessario un processo rapido ed equo” tenendo presente che ”i marò sono bloccati in India solo da una denuncia del proprietario del pescherecci”, dopo che la Corte Suprema il 18 gennaio ha invalidato quanto fatto dalle autorità dello Stato del Kerala per mancanza di giurisdizione.

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