Quirinale: si scalda la partita

ROMA  – ”Tranquilli, presto avremo un Quirinale diverso”: così ieri Beppe Grillo ha cercato di ricompattare una base inquieta entrando a piedi pari nella battaglia per il Colle. Serve ”una personalità altissima”, secondo M5S, fuori dalla nomenklatura. E così, ragionando a freddo sulle notizie emerse dalla riunione convocata dal leader in un casale alle porte di Roma, si capisce che è ufficialmente partita la battaglia del Colle. E che sarà una corsa molto tattica che i grillini vogliono giocare a modo loro.

Il Pd traballa ma non crolla: anche se Matteo Renzi ha replicato con durezza ai fedelissimi del segretario ricordando che sono proprio loro a parlare più o meno apertamente di Quirinale con il Pdl, per esempio attraverso gli incontri tra Migliavacca, braccio destro del segretario, e Verdini, coordinatore del Pdl.

– Se devono fare un’alleanza, Berlusconi si fida molto più di D’Alema e Bersani: è da tempo che si conoscono, è più facile che trovino un accordo loro”, ha spiegato non senza malizia il sindaco di Firenze. Ragionamento smentito indirettamente da Nichi Vendola, così:

– Mi permetto un’interpretazione del pensiero di Bersani. Si sta pensando a un nome che non sia garante delle nomenclature, ma che risponda alla domanda di cambiamento.

Se fosse vera questa versione cadrebbero molti dei nomi che si fanno in questi giorni, a partire da Massimo D’Alema e Romano Prodi fino a Gianni Letta, solo per citarne alcuni. Intanto, in questo gioco al massacro tutto interno alla sinistra, si inserisce Silvio Berlusconi che continua a blandire il Pd mostrando quanto sia interessato al Quirinale. Il Pdl infatti rimane pronto a sostenere un governo ”forte e stabile” anche a guida Pd se al Colle sarà eletto ”un nome di garanzia”.

Giornata di lavoro al Colle dove Napolitano disegna le prossime strategie. Tutto chiarito poi con il Pdl dopo l’infortunio provocato da Valerio Onida caduto nel tranello de ‘la Zanzara’. Napolitano ha incontrato oggi Gaetano Quagliarello per chiudere il caso e per ribadire fiducia ”nell’impegno comune”.

Mentre il ‘toto-nomine’ impazza, un sondaggio rivela che il 15 per cento degli italiani vorrebbe che il prossimo presidente della Repubblica fosse Emma Bonino. Al secondo posto nell’indice di gradimento c’è Gianni Letta, con l’8 per cento. Seguono a pari merito Romano Prodi e il ministro Cancellieri, al 7 per cento. Il 5 per cento degli intervistati, invece, vorrebbe che a salire al Colle fosse il premier uscente Mario Monti. Ma tra i grillini girano altri nomi, come quelli di Dario Fo, Gino Strada e Gustavo Zagrelbeski. Il primo pero’ ”non reggerebbe le sfilate dei carrarmati…”, secondo quanto ha riferito il figlio Jacopo.

– Io mi occupo di altro, non ci voglio nemmeno pensare – si schermisce invece il fondatore di Emergency. Intanto dalla pancia dei 5 stelle spunta un altro outsider, anche lui magistrato: il giudice Ferdinando Imposimato. E, tra i diversi nomi si fa anche quello di Paola Severino.