Lussemburgo: addio segreto bancario

BRUXELLES  – Dopo le recenti aperture, il Lussemburgo va avanti deciso sulla strada della lotta all’evasione fiscale e ieri ha annunciato che abolirà il segreto bancario dal primo gennaio 2015. L’Ue plaude alla mossa del Granducato e chiede all’Austria, unica rimasta in Europa a difendere la segretezza dei suoi correntisti, di seguire l’esempio.

E’ il primo ministro, Jean Claude Juncker, che parlando al Parlamento annuncia la storica svolta del piccolo Paese:

– Possiamo senza pericoli introdurre lo scambio automatico di informazioni a partire dal primo gennaio 2015.

Per la Germania è ”un grande passo, tassello di un mosaico che porta a un’offensiva seria contro i paradisi fiscali”. Berlino nelle ultime settimane ha dialogato molto con Juncker, spingendolo a cambiare rotta.

Il Lussemburgo corre ai ripari dopo che il suo sistema bancario, per la Ue ”sproporzionato”, è finito al centro del dibattito dell’Eurozona. In Lussemburgo ci sono 141 banche, solo 5 locali, e rappresentano 22 volte il suo pil. E’ inoltre il secondo centro di fondi d’investimento al mondo, con 3800 holding che valgono 2.500 miliardi, 55 volte il suo pil. La Commissione Ue ha accolto con favore anche la lettera che  cinque big Ue (Italia, Francia, Germania, Spagna e Gran Bretagna) hanno inviato a Bruxelles per annunciare l’avvio di un progetto pilota che mira proprio a rafforzare lo scambio automatico d’informazioni per scovare evasori e prevenire le frodi al fisco. Ma chiede che il progetto venga esteso anche gli altri Stati Ue, perchè la funzione anti-evasori sia più efficace. L’Austria nel frattempo si dice disponibile a negoziare un alleggerimento del segreto bancario, ma solo per i residenti stranieri.

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