Crisi, giù la produzione: industria in rosso da 18 mesi

ROMA  – L’industria italiana fa di nuovo marcia indietro. A febbraio il motore dell’intera economia torna a cedere punti, sia rispetto al mese precedente, con un -0,8%, che allo scorso anno, con una perdita del 3,8%. E la caduta annua peggiora se si guarda ai dati grezzi, senza considerare i giorni lavorativi (-7,6%). Insomma con febbraio si spengono le speranze di gennaio, quando su base mensile la scia di segni meno era stata interrotta. Invece, ora, l’Istat registra solo flessioni. Salgono così a 18, ovvero a un anno e mezzo, i cali consecutivi su base annua.

Intanto dal Centro Studi Confindustria (Csc) arrivano previsioni negative anche per marzo (-0,2%) e quindi per il primo trimestre del 2013 (-0,1%). Basti pensare che l’attvità si è contratta di quasi un quarto a confronto con i picchi toccati prima della crisi. Soprattutto per il Csc ”gli indicatori disponibili non delineano, per i prossimi mesi, una chiara inversione di tendenza”. Secondo il Centro Studi Promotor (Csp) c’è il rischio chela produzioni torni ai livelli di metà anni Ottanta.

Anche i sindacati vedono nero. Per la Cisl l’Italia è ”entrata in una fare di preoccupante stagnazione”. La Uil rincara la dose, parlando di un’economia paragonabile a quella di un ”paese appena uscito dalla guerra”. E l’Ugl insiste su un ”piano nazionale” di rilancio. Invece sorridono le associazioni degli agricoltori, visto che l’industria alimentare tiene ancora.

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