Germania: Primo congresso dell’”AFD”, il partito dei delusi da Merkel

BERLINO  – Se di ‘falchi’ si deve proprio parlare, eccoli: intenti, in Germania, a scrivere il loro programma. L’euro è alla fine. Il ritorno al marco tedesco non deve essere un tabù, anche se il futuro potrebbe essere segnato da una serie di valute parallele, o di piccole associazioni valutarie, portando i paesi deboli del sud a uscire in modo controllato dalla moneta unica. Quel che è certo è che bisogna trovare un”’alternativa”. Fedeli a questo credo, i membri di ”Alternative fuer Deutschland” affronteranno il loro primo congresso di partito, momento politico fondativo, domenica prossima a Berlino.

Sono attese all’evento, per ora, 1700 persone. E nella Germania che, stando ai sondaggi, non è mai stata così legata all’euro (il 69% vorrebbe mantenerlo), le idee di questo piccolo partito non dispiacerebbero al 23% degli elettori, secondo qualche rilevazione.

Bernd Lucke, docente di Economia all’università di Amburgo, ormai noto come il ”professore anti-euro”, ha spiegato in più occasioni alla stampa tedesca di essere certo di poter superare il 5% alle prossime elezioni federali, il 22 settembre. Puntano, insomma, al Parlamento.

Il programma è in via di stesura. E Lucke spiega, lo ha fatto ad esempio all’Handelsblatt, il suo progetto politico:

– Non voglio che sia di nuovo eletta la coalizione giallo-nera.

Quella che al momento ha recuperato la maggioranza assoluta (il 46% delle preferenze) grazie alla forza di Angela Merkel. Anche Lucke, 50 anni, che oggi racconta di non aver mai avuto intenzione di fare politica, era un tesserato della Cdu della ‘Maedchen’ di Kohl fino a due anni fa. E dei cristiano-democratici è stato membro fin da ragazzo, dai 16 anni in poi. Ma quando ha tentato di scrivere al governo tedesco, per protestare contro la decisione di salvare la Grecia, nel 2010, nessuno gli ha risposto. E questo è stato ”frustrante”.

Il nome del suo partito, che propone appunto un’alternativa, sembra replicare alla strategia politica di Frau Merkel, che ha detto i suoi molti ‘nein’ per poi cedere sempre alle ultimissime battute, spiegando ai tedeschi che ”non c’era alternativa”: ai pacchetti di salvataggio di Atene, come al rafforzamento dei fondi europei, e alla fine anche sul caso di Cipro. No che si sono trasformati in sì, lasciando molti mal di pancia nelle file del suo stesso partito.

E AFD è pronto a raccogliere i voti degli scontenti di questa Cdu che, sotto la guida della cancelleria, ha dovuto abbandonare il nucleare repentinamente, battendo i verdi sul piano ecologico; che propone il salario minimo, rubando la scena ai socialdemocratici; e che continua a ‘cedere’ terreno sul fronte della crisi dell’eurozona.

Nell’Unione (Cdu-Csu) questa possibile fuga di voti crea una certo nervosismo. Anche se in Bassa Sassonia, dove ‘Alternative Fuer Deutschland’ ha appoggiato i Freie Waehler superando di poco l’1 per cento, è proprio per un pugno di voti che Frau Merkel ha perso le redini del Land, subendo l’ultimo grave scacco alle amministrative. Possono disturbare, quindi, parecchio, i professori e gli intellettuali conservatori di Afd. Perciò Cristiano democratici e Liberali hanno già detto che ”vanno presi sul serio”.