L’Italia senza lavoro: 1,2 milioni meno in cinque anni

Pubblicato il 11 aprile 2013 da redazione

ROMA – Il lavoro è sempre più un miraggio. E a sentirne la mancanza non sono solo i disoccupati, che vanno disperatamente a caccia di un posto, aumentati in cinque anni di 1,2 milioni. Ai disoccupati in senso stretto si affianca l’esercito degli sfiduciati, ovvero di tutti coloro che non sono più alla ricerca di un impiego ma sarebbero pronti da subito a lavorare. L’Istituto di statistica li definisce inattivi disponibili e ne conta quasi tre milioni. Ma il dramma lavoro tocca tutto il Vecchio Continente. La Bce ricorda come la disoccupazione nell’eurozona abbia raggiunto ”livelli senza precedenti”. Basti pensare che nell’intera Unione europea la persone in cerca di un lavoro superano i 25 milioni. Cifre astronomiche ma non esaustive, come dimostrano i nuovi indicatori complementari al tasso di disoccupazione pubblicati, con l’aggiornamento al 2012, in tutti i Paesi Ue sotto il coordinamento di Eurostat.

Per l’Italia è l’Istat a fare luce sulle zone grigie, che nascondono tutti quelli che non rientrano nelle statistiche ufficiali sui disoccupati, ma che a loro somigliano molto. Ecco che vengono allo scoperto 2 milioni 975 mila persone che desiderano iniziare a lavorare pur non avendo cercato un impiego nelle ultime quattro settimane. Si tratta, secondo le classificazioni, di inattivi. Ma la gran parte di loro si considera disoccupato. E’ così per l’80% degli uomini e per quasi la metà delle donne (per il resto casalinghe). Pesa soprattutto lo scoraggiamento: con 1 milione e 300 mila usciti dal mercato del lavoro perchè certi di non poter trovare nulla.

La percentuale sulle forze lavoro di chi un posto non lo chiede più ma lo vuole ancora è di oltre tre volte superiore a quella media europea. In altre parole uno sfiduciato su tre vive in Italia. Un’altra delle anomalie del Bel Paese, che diventa un’emergenza nel Mezzogiorno, con 2 milioni di sfiduciati. Tirando le fila dell’indagine, e sommando ai disoccupati gli inattivi disponibili, si raggiungono 5,7 milioni di persone a cui il lavoro è direttamente o indirettamente ‘negato’. Un livello record, spinto dalla crisi.

E nel rapporto l’Istat fa anche il bilancio di cinque anni (2007-2012) passati sotto il segno della recessione: oltre a 1 milione 238 mila disoccupati in più, con un aumento di 434 mila inattivi disponibili e una crescita di 241 mila sottoccupati part time.

E per ora non si intravedono miglioramenti: la Bce nell’ultimo bollettino mensile avverte come le rilevazioni più recenti segnalino per l’Unione monetaria ”un ulteriore calo dei posti di lavoro nel primo trimestre del 2013”. Intanto l’Ocse conferma per febbraio un tasso di disoccupazione stabile al 12% nell’area euro e cerca di guardare il bicchiere mezzo pieno, notando come l’avanzata dei senza lavoro si sia fermata dopo oltre un anno di progressione costante.

Lavoro, un miraggio per 3 milioni di inattivi “disponibili”
Ecco chi sono i tre milioni di inattivi ‘disponibili’, che desiderano lavorare ma, gravati dalla sfiducia, hanno abbandonato la ricerca di un impiego, per molti ormai solo un miraggio. Nella tabella sono riportate le dimensioni del fenomeno per genere, età, area territoriale e livello d’istruzione, con riferimento a dati del 2012 secondo la fotografia scattata dall’Istat nel dossier sugli indicatori complementari al tasso di disoccupazione.

CARATTERISTICHE NUMERO INATTIVI ‘DISPONIBILI’

— Maschi                             1.134.000

— Femmine                        1.841.000

— 15-24 anni                       558.000

— 25-34 anni                       652.000

— 35-54 anni                       1.406.000

— 55-74 anni                      359.000

— Nord                                 629.000

— Centro                              419.000

–Mezzogiorno                  1.928.000

— Licenza media               1.651.000

— Diploma                           1.111.000

— Laurea                              214.000

— TOTALE                       2.975.000

Istat, 9 milioni di europei non cercano più lavoro
In Italia si trova un terzo dei circa 8,8 milioni di europei sfiduciati, gli inattivi che vorrebbero lavorare ma non cercano più. La Penisola per numero di inattivi disponibili a un impiego stacca così tutti gli altri Paesi dell’Unione europea.

Ecco, nella tabella che segue, i Paesi dell’Ue dove più alto è il numero di sfiduciati, con accanto una colonna che indica il livello corrispondente dei disoccupati (espressi in migliaia).

I dati, diffusi dall’Istat, fanno riferimento al 2012.

PAESE INATTIVI ‘DISPONIBILI’ DISOCCUPATI

Italia                      2.975 2.744

Spagna                  1.071 5.769

Regno Unito       774 2.513

Polonia                 632 1.749

Germania            562 2.316

Romania              458 701

Paesi Bassi          308 469

Francia                  285 2.824

Bulgaria                270 410

Ungheria             215 476

Austria                  144 189

Svezia                   134 404

Finlandia              111 207

Belgio                    100 369

Grecia                   91 1.204

 TOTALE UE         25.071 8.752

 

 

 

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