Monti all’Ue: “L’Italia non contaggia nessuno”

DUBLINO – Il giorno dopo il nuovo allarme Ue sul rischio contagio dall’Italia a causa del suo debito troppo elevato, Mario Monti getta acqua sul fuoco.

– L’Italia non contagia nessuno – dice da Londra, mentre a Dublino arrivano i ministri delle Finanze europei per l’Ecofin informale che tornerà a chiedere conto all’Italia dello stato delle sue riforme. Ancor più ieri che la Bce avverte: la lenta o insufficiente attuazione delle riforme mette a rischio la ripresa.

– In questo momento, l’Italia non sta contagiando nessuno – ha detto il premier dal G8 di Londra, per rassicurare dopo la nuova uscita allarmata di Bruxelles. L’altro giorno la Commissione europea ha ancora una volta avvertito l’Italia sul suo debito troppo elevato: deve scendere subito, perchè il Paese resta vulnerabile e una nuova tempesta sui mercati potrebbe rimettere pressione sul debito e a quel punto far scattare il contagio in tutta l’Eurozona.

E oltre al debito, l’Italia deve ridare sicurezza a banche e imprese, insomma interrompere la spirale negativa in cui si è cacciata a causa della perdita di competitività e della crisi che l’ha indebolita di fronte agli shock finanziari. Certo, per rimettere il Paese sulla strada della crescita serve una situazione politica più stabile, ed è ciò che tutti auspicano in Europa: che l’Italia ritrovi un governo il prima possibile e che chiarisca le sue posizioni di politica economica.

– Siamo ben consapevoli della situazione politica italiana, degli squilibri della sua economia e del fatto che una soluzione all’impasse attuale consentirebbe una piena applicazione delle riforme – riferiscono fonti dell’Eurogruppo secondo cui sebbene il caso Italia non sia assolutamente all’ordine del giorno, resta però sempre in cima alle preoccupazioni dell’Europa, per cui il ministro Vittorio Grilli potrebbe fare il punto della situazione.

L’Eurozona resta comunque debole e impaurita: la debolezza economica del 2012 si è trascinata nella prima parte di quest’anno, e ”per la seconda metà si prevede una graduale ripresa, che è soggetta a rischio al ribasso”, scrive la Bce, che invita i governi a intensificare le riforme per la crescita, aprendo i mercati dei beni e servizi e del lavoro e modernizzando la pubblica amministrazione. Proprio per trovare idee per rimettere in moto l’economia, oggi l’Eurogruppo ascolterà una relazione sulla crescita del think tank Bruegel insitute. E oltre a tenere d’occhio la Slovenia in bilico, dovrà anche riaprire il caso Cipro: il piano di aiuti da 17 miliardi non basta, ne servono 23 secondo un nuovo rapporto della troika Ue-Bce-Fmi. Il governo ha intenzione di vendere le sue riserve auree e di innalzare la tassa sulle imprese, che andrà a gravare su un’economia che si contrarrà del 12% nei prossimi due anni.

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