Capriles suspende movilización al CNE

Pubblicato il 16 aprile 2013 da redazione

CARACAS- En rueda de prensa con medios nacionales e internacionales, el candidato presidencial, Henrique Capriles Radonski, decidió no realizar este miércoles la marcha convocada hasta la sede del Consejo Nacional Electoral (CNE), para reclamar el re-conteo de los votos. “El que salga está del lado de la violencia, el gobierno quiere que haya muertos en el país”, insistió.

Sostuvo que para nadie es un secreto, que la persona que está al frente del gobierno no tiene liderazgo ni propuestas al país. Asimismo invitó a sus seguidores a realizar un cacerolazo contra Maduro “cuando se esté juramentando el viernes nuevamente”.

Acotó que las personas que van a la Plaza Altamira se “están desligando de este proyecto”.

Capriles ratificó a sus seguidores que el reclamo que están emprendiendo es pacífico. “El que se salga del tema pacífico no está con este proyecto, no está conmigo, más bien me está haciendo daño a mí, y a lo que hemos construidos desde la perspectiva de la paz”.

Reiteró que lo que está pidiendo al CNE, y al gobierno es el conteo de los votos, que exista una auditoria del proceso electoral, que los votos sean contados, se vean los cuadernos de votación y las actas, “esos tres instrumentos”.

Sentenció que “estamos hablando de un resultado cerrado que para nada expresa lo que el candidato del gobierno, el ilegítimo pretende hacerle sentir a Venezuela”.

Al mismo tiempo, le pidió a Maduro “que se calme un poquito, lo siento que está como desvariando”, y reveló que en una llamada telefónica le dijo: “El que está en Miraflores tiene que garantizar la paz de los venezolanos, su mensaje tiene que generarle paz al país”. En este sentido, se refirió a unas declaraciones del presidente Nicolás Maduro donde sostenía que iba a “radicalizar la revolución”.

Capriles afirmó que en toda Venezuela anoche sonaron las cacerolas “hasta en China se escucharon”, indicó que la molestia que pueda tener el ciudadano “páguela con la olla no con un hermano venezolano, porque aquí todos somos hijos de Bolívar e hijos de esta patria”.

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