Pristina e Belgrado, dialogo difficile

BRUXELLES – Trattative a oltranza a Bruxelles fra Pristina e Belgrado, con la mediazione Ue, a caccia di un difficile ma potenzialmente storico accordo per la gestione della zona Nord del Kosovo e la normalizzazione dei rapporti tra i due Paesi. Dopo sei mesi e otto maratone negoziali, è stato l’alto rappresentante per la politica estera dell’Ue, Catherine Ashton, a rientrare di corsa da Skopje nella capitale belga, per evitare il fallimento di tanti sforzi e incontrare ancora una volta il premier kosovaro Hashim Thaci e il premier serbo Ivica Dacic. Per i due leader si tratta dell’ultima chance per risolvere il rebus prima dell’esame del Consiglio dei ministri degli Esteri dei 27 di lunedì a Lussemburgo e aprire cosí la strada per l’adesione all’Ue. Ma anche per Ashton si tratta dell’ultima occasione utile per incassare finalmente un successo importante come capo della diplomazia Ue. E’ dal 2 aprile scorso che Ashton ripete che l’accordo finale è ‘’a portata di mano: spetta alle due parti raggiungerlo’’. Ieri lo ha detto nuovamente la sua portavoce Maja Kocijancic durante lo svolgimento delle trattative cominciate come di consueto in mattinata con i bilaterali separati di Ashton con i due premier. E seguiti, secondo una consolidata liturgia negoziale, dall’incontro congiunto, da pause per consultazioni e ancora da bilaterali, alla ricerca della quadratura del cerchio.

Il tempo peró stringe, giá questa mattina il capo della diplomazia Ue ha in agenda una serie di incontri a Sarajevo, in Bosnia-Erzegovina. Ma dopo oltre dieci ore di trattative, l’intesa finale appare sempre in bilico nonostante le pressioni della diplomazia Ue e il tifo dell’Europarlamento. Ieri, per lasciare mano libera ad Ashton, la Commissione europea ha rinviato i rapporti di primavera su Serbia e Kosovo, ma la riunione del Consiglio Ue di lunedí è dietro l’angolo. Sará quella l’occasione per fare il punto sugli ultimi progressi raggiunti dal dialogo fra Pristina e Belgrado in vista del prossimo vertice Ue di giugno, che potrebbe dare semaforo verde ai negoziati di adesione all’Unione per la Serbia e all’avvio dei colloqui per un accordo di associazione con i 27 per il Kosovo. Intanto i colloqui a Bruxelles proseguono. Attualmente è in corso un nuovo incontro fra Ashton e le delegazioni dei due premier. L’ipotesi piú gettonata, al momento, è quella di un’intesa politica su un nuovo testo di accordo. Per dare poi la possibilitá ai due leader di rientrare nelle rispettive capitali, ‘digerire’ l’intesa e convocare un’altra riunione domani per la firma finale di un testo condiviso. L’alternativa è un fallimento dei negoziati definitivo e dalle pesanti conseguenze.