L’Italia è troppo lontana

Pubblicato il 17 aprile 2013 da Mariza Bafile

L’Italia sta vivendo uno dei momenti più difficili della sua storia. L’instabilità politica, la crisi economica che morde ormai da mesi, rischiano di gettare il nostro paese in un pozzo da cui potrebbe essere molto difficile uscire. E le ripercussioni saranno negative anche per le comunità italiane all’estero.

Per quanto riguarda noi del Venezuela la situazione, già difficile, diventa via via più preoccupante. La morte del Presidente Chàvez e la convocazione alle urne in tempi brevissimi aveva già creato un clima teso, ma ora dopo le elezioni dalle quali è emerso un paese radicalmente diviso e incapace di dialogare, la situazione rischia di peggiorare e si teme una escalation di violenza.

La collettività che in gran parte, e lo dimostrano le cifre degli aventi diritti al voto nelle scorse elezioni, è rimasta qui, percepisce la sua crescente fragilità e vorrebbe guardare all’Italia in cerca di un conforto, di un cenno di solidarietà.

Ma purtroppo, avvitati come sono i nostri politici nelle questioni interne, nessuno ha voglia e tempo di spostare lo sguardo verso questi lidi.

Pur coscienti della difficoltà di cambiare questa realtà ci chiediamo e ci chiedono cosa mai stiano facendo le nostre autorità diplomatiche per riportare un po’ dell’attenzione dell’Italia verso il Venezuela.

Purtroppo l’assenza dell’Italia, durante i funerali di Stato del Presidente Chàvez, è stata notata negativamente tanto più che, non soltanto non è venuto nessun rappresentante del nostro governo, ma il nostro Ambasciatore (ce lo ha riferito con un pizzico di acredine un rappresentante del governo venezuelano) che aveva il compito di rappresentare il paese, è andato via prima del previsto perché, da quanto ci risulta, doveva partire per una vacanza. Se è vero che è rimasto un suo collaboratore di alto livello e anche molto stimato, comunque non è lo stesso, soprattutto in momenti tanto delicati come il funerale di un Capo di Stato.

Ma non è nostro compito definire i tempi di lavoro dell’Ambasciatore né degli altri diplomatici.

Facendoci eco di una preoccupazione che ci è stata manifestata da più parti e, prendendo atto dell’assenza dell’Italia, consideriamo importante fare un appello a tutto il nostro associazionismo affinché si approfondisca la coesione tra tutti noi, quella stessa coesione che in anni passati ha motivato la nascita delle associazioni e dei Centri Italiani e Case d’Italia in tutto il paese.

La solitudine esterna forse può aiutarci a creare una coesione interna che permetta a ciascuno di noi di non sentirsi solo, a condividere i problemi di ognuno come fossero nostri, a superare le diversità politiche ed ideologiche e a trasformare la causa dell’italo-venezuelanità nella causa di tutti.

 Mariza Bafile

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