Paraguay alle urne: testa a testa tra i candidati

Pubblicato il 18 aprile 2013 da redazione

ASUNCION:- Il Paraguay si prepara per andare alle urne domenica prossima e dovrà scegliere Presidente, vice Presidente, senatori, deputati e governatori di dipartimenti.

Undici i candidati alla Presidenza che appariranno sulla scheda elettorale: Efraìn Alegre, Horacio Cartes, Miguel Carrizosa, Mario Ferreiro, Anibal Carrillo, Lilian Soto, Lino Oviedo, Coco Arce, Ricardo Almada, R. Ferreira, A. Galeano. Sono undici nonostante uno di loro, Lino Oviedo, nel frattempo sia morto.

Tesissimo il clima della campagna elettorale durante la quale, come spesso accade, le accuse personali tra i candidati di maggior peso, hanno messo in secondo piano i loro programmi.

Due i candidati che, secondo le ultime inchieste, hanno la possibilità di farcela e che sono arrivati alla conclusione della campagna con un testa a testa che ha mantenuto in ebollizione fino alla fine il clima elettorale. Sono Efraìn Alegre, del Partito Liberal e Horacio Cartes del Partito Colorado. Al terzo posto si collocherebbe Mario Ferreiro candidato di Avanza Paìs.

Gli strascichi della lunga e sanguinosa dittatura di Alfredo Stroessner che si è prolungata dal 1954 fino al 1998, sono ancora tanti e fino al 2008 il Partito Colorado, vicino al dittatore, era riuscito a vincere tutte le elezioni presidenziali. Un percorso che si è interrotto solo nel 2008 con la creazione della “Alianza Patriotica para el Cambio” coalizione di partiti di sinistra e centrosinistra il cui candidato Fernando Lugo è riuscito a imporsi sulla sua concorrente “colorada” Blanca Ovelar.

Lugo che aveva vinto dopo quasi sessant’anni di egemonia del partito di governo non è però riuscito a concludere il suo mandato. Il 22 giugno del 2012, il Senato del Paraguay ne ha decretato la destituzione, con la messa in stato di impeachment.. Camera e Senato hanno votato con maggioranza schiacciante (rispettivamente 76-1 e 39-4) a favore della sua estromissione dall’incarico per “cattivo esercizio delle proprie funzioni”. A nulla è valso lo sdegno internazionale né la reazione immediata dei paesi dell’America Latina presenti in Unasur e Mercosur che hanno lasciato il Paraguay isolato in questo sub-continente. La coalizione che aveva sostenuto l’ascesa di Lugo, la “Alianza Patriotica para el Cambio” si è sfaldata perché i partiti minori di sinistra e centrosinistra che avevano trovato un accordo con il Partido Liberal si sono sentiti traditi dal voltafaccia dei parlamentari liberali che hanno sostenuto con il loro voto l’estromissione di Lugo.

Ne è uscito rafforzato il Partito dell’opposizione più reazionaria che fino a poco tempo prima era stato additato come il peggio del mondo politico locale ma che, dopo la fine della Presidenza di Lugo, condivide queste accuse con il Partito Liberale accusato con uguale fermezza da tutti coloro che avevano creduto nella possibilità di un percorso comune per cambiare il paese.

Sebbene le autorità responsabili della fine del mandato di Lugo hanno ripetuto che non si è trattato di un golpe dal momento che l’impeachment, una sorta di sfiducia, è previsto dall’articolo 225 della Costituzione paraguayana, quel passaggio resta un punto oscuro nella storia politica del paese.

Lugo ha accettato le decisioni del Congresso, definendole “legali ma non legittime” e, senza lottare per restare nel suo incarico, ha ceduto la sedia presidenziale all’ex suo vice, Federico Franco del Partito Liberale che però anche al suo interno ne rimane debilitato.

Nato in clandestinità, il Partido Liberal Radical Auténtico (PLRA), per combattere la dittatura di Stroessner è diventato negli anni la seconda forza politica importante e questa volta ci riprova con un candidato forte, Efraìn Alegre che ha buone possibilità di vittoria e gode del sostegno dei partiti Democratico Progresista, Encuentro Nacional, Social Democrata. Lo rafforza inoltre la recente alleanza stretta con Unace (Uniòn Nacional de Ciudadanos Eticos), un’alleanza strana dal momento che Unace è un partito di tendenza nazionalista nato da una costola del Partido Colorado, nel 2002, su iniziativa del generale Lino Oviedo.

Oviedo era tra i papabili alla Presidenza. Alle spalle un passato di militare accusato di essere la mente occulta di due tentativi di colpo di stato e dell’uccisione del Vice Presidente Luis Maria Argaña. L’assoluzione da queste accuse gli ha permesso di rimettersi in gara e di provare la scalata verso la Presidenza. Ma a febbraio è sopraggiunta, improvvisa, la morte e il suo partito Unace, dopo un momento di forte sbandamento, ha deciso di “tapparsi il naso” e sostenere il candidato del Partito Liberal seguendo le indicazioni della moglie di Oviedo, Marìn e dei suoi figli.

Pedro Efraìn Alegre, è un politico di lungo corso, che ha iniziato a militare nel gruppo della gioventù Liberal nel 1983. E’ stato deputato, senatore e Ministro di Opere Pubbliche e Comunicazioni durante la presidenza di Fernando Lugo.

Varie le accuse che gli rivolgono i suoi contendenti. Si parla di malversazione di fondi e di corruzione durante la sua epoca ministeriale.

Ma la strada resta comunque in salita per il Partito Liberal perchè il candidato del Partido Colorado Horacio Cartes è ugualmente forte e, prima del patto tra liberali e oviedisti, era in assoluto quello che aveva maggiori chances di vittoria.

L’alleanza tra le due forze politiche ha creato forte preoccupazione nelle fila dei “colorados”, tanto che, per la prima volta, i sostenitori di Cartes hanno incominciato a mettere in guardia contro “possibili brogli elettorali”, concetto che fino a poco tempo fa, quando credevano di avere la vittoria in mano, avevano rifiutato accusando, chi ne parlava, di voler gettare fango sulle elezioni del Paraguay.

Nato ad Asunciòn da una famiglia di imprenditori, Cartes è soprattutto quello, un business man. Si prepara nelle università nordamericane prima di tornare in Paraguay e prendere le redini delle imprese paterne. Il suo nome spesso rimane impigliato in accuse più o meno gravi, da quelle di contrabbando a quelle di lavaggio di soldi del narcotraffico. Ne esce sempre indenne. La sua incursione in politica avviene nel 2009, anno in cui si iscrive nel Partido Colorado al cui interno forma il Movimiento Honor Colorado. Nel 2011 vince le elezioni interne del Partido Colorado e ne diventa Presidente e nel 2012 vince le primarie per diventare candidato alla Presidenza.

Ma la fama la ottiene soprattutto come dirigente sportivo. Nel 2001 diventa presidente del Club Libertad, società calcistica che con la sua direzione ottiene numerosi riconoscimenti fino ad arrivare alle semifinali nella Copa Libertadores de America. Nel2005, inoccasione del centenario della società promuove la ristrutturazione dello stadio che verrà chiamato Stadio dr. Nicolàs Leoz e avrà una capacità per 10mila spettatori.

In campagna elettorale ad una domanda sulla politica culturale che avrebbe promosso qualora fosse diventato Presidente, Cartes ha risposto senza indugi che il Paraguay ha bisogno di ritrovare la musica tradizionale, le sfilate folcloristiche, e ha anche proposto di modificare l’inno nazionale.

Diverso il profilo dell’outsider Mario Anìbal Ferreiro, giornalista e animatore televisivo candidato della coalizione Avanza Paìs e terzo favorito.

Mario Ferreiro inizia la carriera politica nel 2012 dopo aver trascorso più di trenta anni in televisione. In un primo momento aveva aderito al Frente Guasù, coalizione di partiti di sinistra e centrosinistra nata nel 2010. Il nome Guasù deriva dalla parola guaranì che significa grande, amplio, per cui Frente Guasù starebbe a significare Frente amplio. Ne esce a causa di una serie di scontri con Fernando Lugo e, in seguito a ciò, decide di fondare il partito Avanza Paìs.

In campagna elettorale si è focalizzato su alcuni punti come la protezione dell’ambiente, del territorio e l’attenzione alle classi marginali. Ha promesso che restituirà terre e potere agli indigeni che secondo lui sono i migliori ecologisti e pertanto vanno ascoltati prima di mettere in moto qualsiasi politica agricola.

.Queste elezioni sono molto importanti perché chiuderanno l’oscura fase dell’impeachment che ha allontanato dal potere Fernando Lugo, il primo Presidente che si smarcava definitivamente dall’ombra sinistra della dittatura di Stroessner. Va detto, comunque, che quella vittoria ha cambiato completamente il panorama elettorale dei paraguayani e ha aperto il cammino verso un’alternanza di governo diversa e quindi verso il consolidamento della democrazia.

Mariza Bafile

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