La stampa internazionaler: “Mediatore per salvare l’Italia”

ROMA  – Il mediatore che può salvare l’Italia. Alternando veri e propri ‘endorsment’ a un maggiore scetticismo la stampa internazionale così punta i riflettori su Enrico Letta, incaricato ieri premier da Giorgio Napolitano. Europeista e costruttore di ponti tra le varie anime della politica, giovane ma legato alla casta, a Letta – sottolineano i media mondiali – si chiede di formare un governo basato su ”un matrimonio contro natura”.

Netto l’endorsment a cui si lascia andare il FINANCIAL TIMES, che descrive Letta come ”uomo leale al partito” e mediatore capace di ”costruire ponti” tra le varie anime della politica. ”Europeista convinto, parla un eccellente inglese e francese, fatto raro nella politica italiana, ed è da tempo destinato ad un alto incarico”, scrive ancora il foglio della City nel profilo dedicato al premier incaricato, sottolineando tuttavia come ”le sue doti diplomatiche saranno messe alla prova dalla sinistra del suo partito”.

Sempre oltremanica, la BBC in un’analisi evidenzia come questo politico ”dai modi gentili dovrà mettere assieme una coalizione al governo più larga possibile” augurandosi che, una volta messo in piedi l’esecutivo, le varie fazioni, a cominciare da quelle interne al Pd, ”comprendano che occorre attuare significative riforme o rischiano di essere severamente punite alle prossime elezioni”.

Più prudente la stampa francese con LE MONDE che sottolinea come, già nel discorso di ieri, Letta ”abbia fatto appello a un cambio di direzione nelle politiche europee” visto che la sola austerità non può più bastare. Per LE POINT Letta è ”la carta giovane di Napolitano” mentre L’EXPRESS rimarca il suo ”europeismo convinto”. ”L’Italia punta su Letta per uscire dall’impasse” è invece il titolo de LE FIGARO che sottolinea come il premier incaricato dovrà indurre il suo partito a ”un matrimonio contro natura” con il Pdl di Berlusconi, ”non senza rischi per il centrosinistra”.

Scettico, invece, il tedesco SPIEGEL ONLINE che titola ”L’ultimo uomo della vecchia guardia” e osserva come, da Letta, ”difficilmente si attendono grandi impulsi” essendo sì un ”giovane”, ma legato ”alla casta della politica”. Più ottimista la FRANKFURTER ALLGEINE ZEITUNG, che in un ritratto titola ”Il risolutore dai nervi saldi” risaltando le sue doti di mediatore tra Pd e Pdl e osservando come Letta possa ”colmare il divario tra nomi noti e giovani della politica”.

”Enrico Letta per salvare l’Italia” titola infine il tabloid BILD, definendo la scelta di Napolitano ”un prodigio politico” ma evidenziando come la sopravvivenza di un governo di larghe intese resti ”in dubbio”. Tesi sostenuta anche dallo spagnolo EL PAIS, secondo il quale il compito di Letta, ”europeista moderato, non sarà facile” non solo per l’opposizione del M5S ma anche perchè il Pd, ”dopo la caduta di Bersani, è saltato in aria”.

Oltreoceano, infine, la notizia rimbalza sui principali media, dal NEW YORK TIMES alla CNN fino a USA TODAY. Per il WALL STRETT JOURNAL, Letta ”è quel tipo di politico moderato che gli elettori italiani non avrebbero mai sposato ma questa volta è proprio la sua reputazione di uomo conciliante, dai toni lievi” che lo ha aiutate ad ottenere l’incarico. Politico ”umile”, emerso ”in un periodo in cui l’Italia era in una crisi simile a quella attuale”, a lui spetta ”il difficile” compito di creare ”una trama convincente alla guida di un esecutivo la cui formazione sarà soggetta a formule di coalizione e sarà completata con poche figure tecniche”, conclude il Wsj.

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