Ue, Bce e Fmi: meno rigore più crescita. Berlino non ci sta

BRUXELLES  – Dopo tutti i sacrifici fatti finora i Paesi possono allentare gli sforzi di risanamento dei conti pubblici e avviare subito le riforme per la crescita: lo stop all’austerity arriva in contemporanea da Commissione Ue, Bce e Fmi, che cambiano rotta e ridanno speranza ai Paesi sfiancati dal rigore che non sanno come uscire dalla recessione in cui si sono impantanati. Ma come prevedibile, la Germania frena gli entusiasmi, e rivolta all’Italia che vorrebbe rinegoziare il rigore, avverte: ”una sciocchezza scaricare sugli altri i propri problemi”.

– Rallentare il consolidamento è ora possibile grazie agli sforzi fatti dai Paesi in difficoltà, dall’impegno della Bce e dalle politiche di bilancio credibili – ha detto il commissario agli affari economici Olli Rehn che per la prima volta cambia linea e si allontana dalla ricetta tedesca sui conti pubblici -. Risanare con determinazione – spiega – è stato necessario finora per recuperare credibilità, ma adesso è possibile compiere sforzi meno aggressivi.

Per dimostrare il cambio di passo, Bruxelles lascia capire che a fine maggio concederà più tempo alla Francia per rientrare dal deficit e con la stessa logica dovrebbe anche chiudere la procedura per deficit eccessivo contro l’Italia. Che a quel punto avrebbe anche più spazio per ricominciare ad allargare i cordoni della spesa pubblica, come previsto dal patto di stabilità.

Anche la Bce concorda sull’allentare i vincoli:

– Il consolidamento di bilancio deve continuare ma come ha detto Rehn, dopo tutto quello che è stato fatto ora si può cambiare passo e rallentare – ha detto il vicepresidente della Banca centrale Vitor Constancio.

E il Fmi invita l’Europa ad evitare i rischi di stagnazione spingendo con decisione sulla crescita, per smettere di arrancare dietro agli Usa sulla strada della ripresa mondiale. Mentre le istituzioni europee cambiano spartito, la Germania torna ancora una volta a quello solito.

– E’ decisivo proseguire con il corso del risanamento – dice il ministro delle finanze Wolfgang Schaeuble, mentre il suo collega all’Economia Philipp Roesler spiega come sia ”sbagliata” la posizione espressa dalla Commissione europea secondo cui le politiche di rigore in Europa hanno raggiunto il proprio limite.

– Il rigore – ha detto – non va allentato e il governo tedesco resterà sempre sulla posizione fin qui sostenuta in termini di necessità di risanamento e riforme. Sarebbe un grande pericolo – ha aggiunto il ministro – se il consolidamento venisse messo in discussione.

E Berlino trova anche il modo di stroncare alla nascita le intenzioni del nuovo premier incaricato Enrico Letta, che aveva detto di voler rinegoziare la ricetta a base di rigore in Europa: ”Il problema in Italia è stata l’irritazione dell’economia per i ritardi nel formare il governo. Scaricare sugli altri i propri problemi è comprensibile umanamente, ma è una sciocchezza”.

Intanto i mercati restano a guardare, facendosi guidare al rialzo per la quinta seduta consecutiva principalmente dalle attese di un nuovo stimolo monetario da parte della Bce. LA borsa di Parigi termina invariata dopo il rally dell’altro ieri, MAdrid arretra (-0,38%) ma Francoforte (+0,95%), Londra e Milano (+0,5%) si mantengono in positivo. Cede, invece, il mercato obbligazionario, con lo spread sui Btp decennali italiani che guadagna qualche centesimo chiudendo a 282 (276 ieri)con un rendimento dei titoli italiani al 4,06%.

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