Buenos Aires: Colombo è nostro e non si tocca

BUENOS AIRES – Non appena è girata voce che le autorità argentine avevano intenzione di spostare la storica statua di Colombo per portarla a Mar del Plata la collettività di Buenos Aires si è attivata per impedirlo. Il monumento di Cristoforo Colombo è dal 1921 davanti alla Casa Rosada in una piazza che, in onore al grande navigatore si chiama proprio “plaza Colòn”.

I dirigenti del Comites di Buenos Aires insieme ad altri Comites del paese e con il sostegno di associazioni importanti come FEDITALIA, FEDIBA, ed altre federazioni hanno indetto una manifestazione che ha riunito molti connazionali davanti alla cancellata che circonda la piazza e che impedisce l’accesso al monumento. Dopo aver ascoltato gli inni argentino e italiano, tutti i presenti si sono dati la mano e, in un gigantesco girotondo hanno di fatto “abbracciato” il monumento, in segno di riconoscenza e affetto verso il dono fatto nel 1810 dalla collettività italiana.

“Non si tratta di dividerci su chi merita di più un omaggio”, hanno detto i dirigenti presenti, “ma di accogliere tutti quanti hanno un significato importante per la storia e la cultura argentina. Quindi non escludiamo Juana Azurduy, eroina dell’Indipendenza argentina, semplicemente sosteniamo che per innalzarle un monumento, non è necessario spostare quello di Colombo, così carico di significati storici e culturali, legati alla presenza italiana nel Paese”.

Due lunghissime bandiere tricolori ondeggiavano tra i connazionali, oltre alle bandiere argentine e agli stendardi di numerosi sodalizi. La risposta è stata così immediata e compatta che il Comites di Buenos Aires ha ringraziato e si è definito: “orgoglioso e lieto di tutto l’appoggio che ha ricevuto da tante persone della nostra collettività e addirittura anche di altre, per esempio la spagnola.

“Ci provoca tanto dolore la decisione di traslocarlo in un´altra città”, scrivono da Buenos Aires. “Abbiamo alzato le nostre bandiere dell’Italia e nell’aria si respirava un sentimento di melanconia e impotenza. Molti nonni raccontavano che quando sono sbarcati a Buenos Aires la prima cosa che si sono trovati davanti è stato Cristoforo Colombo, e pensare che non ci sarà più fa male al cuore. Ci sentiamo smarriti e questo sentimento trascende fino alle ultime generazioni, come si é potuto notare durante la manifestazione”.

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