Sparatoria davanti a Palazzo Chigi: due Carabinieri feriti. Ha giurato il Governo Letta

ROMA  – Sparatoria davanti a Palazzo Chigi proprio mentre al Quirinale giurava il Governo Letta.

Un uomo, in giacca e cravatta e apparentemente tranquillo, si è avvicinato a due carabinieri, davanti a palazzo Chigi, ha estratto la pistola e ha fatto fuoco. L’attentatore è un calabrese, classe 1967. Si tratta di Luigi Preiti, originario di Rosarno in Calabria, ma residente ad Alessandria. L’uomo non ha precedenti penali ma secondo fonti investigative è affetto da problemi mentali.

Feriti i due carabinieri e l’attentatore, che è stato subito bloccato. Un militare è stato colpito alla gola e un altro alla testa. Entrambi sono stati trasportati in codice rosso in ospedale, uno all’Umberto I e uno al San Giovanni. Anche una passante incinta èe stata ferita in modo lieve.

Il sottosegretario Gianni De Gennaro si è recato sul luogo della scena del crimine, davanti a palazzo Chigi. Subito dopo la sparatoria, in via precauzionale è stata evacuata la piazza del Quirinale.

Il neo ministro dell’Interno Angelino Alfano è stato informato della sparatoria mentre era nel Salone delle Feste al Quirinale per la cerimonia del giuramento del nuovo governo. Alfano, seduto in prima fila, era sorridente quando è stato avvicinato da un funzionario del Colle che lo ha informato del gravissimo fatto accaduto dinanzi alla sede del governo. Alfano è andato all’Umberto I per fare visita a uno dei carabinieri feriti.

”E’ uno squilibrato, il profilo è questo” riferisce il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, secondo cui “quando si continua a parlare dei palazzi della politica con certi toni, prima o poi il pazzo esce fuori”. ”Chiaramente il problema della sicurezza va verificato -ha aggiunto Alemanno- fatti come questi non devono succedere soprattutto in momenti come questi”.

 

Il Governo Letta ha giurato

Con la formula di rito, Enrico Letta ha giurato al Quirinale davanti al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. E’ presidente del Consiglio. Subito dopo Letta, è stata la volta di tutti i ministri.

Colori sobri, adatti alla circostanza, per i 21 neo ministri del primo governo Letta, che hanno preso posto nel Salone delle Feste per la cerimonia del giuramento.

I ministri sono tutti rigorosamente in abito scuro, mentre tra le donne spicca la giacca rossa del nuovo capo della diplomazia italiana Emma Bonino. Giacca e pantaloni viola per il neo ministro dell’Integrazione Cecile Kyenge; total black per il neo Guardasigilli Anna Maria Cancellieri. Giacca nera e pantaloni grigi per Josefa Idem, completi scuri per Beatrice Lorenzin e Nunzia De Girolamo.

Al lato delle ‘sedie ministeriali’ siede anche signora Clio, con una elegante giacca verde acquamarina e pantaloni scuri. Vicino a lei anche il figlio della Repubblica Giulio Napolitano.

Dopo la cerimonia, alcuni ministri hanno lasciato il Quirinale. Alcuni esponenti del nuovo governo sono rimasti a colloquio con il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, dopo la sparatoria davanti Palazzo Chigi. Al Quirinale non c’è stata alcuna disposizione per non far uscire i ministri, ma con ogni probabilità di quanto accaduto gli esponenti del governo ne hanno parlato con Napolitano.

All’uscita dal Quirinale, il presidente del Consiglio Enrico Letta è stato salutato da un picchetto d’onore schierato nel cortile interno. A rompere il protocollo, però, un gruppo di turisti in fila in attesa di visitare le sale interne del Palazzo che oggi, come accade ogni tanto di domenica, è aperto al pubblico. Alla vista del neo premier, è scattato subito un applauso fragoroso.

Ieri il vicesegretario del Pd ha sciolto la riserva ed ha accettato di formare il nuovo governo. Alla fine di una lunga giornata di consultazioni e dopo oltre un’ora di colloquio con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, poco dopo le 17.15 ha presentato l’elenco dei ministri. Un esecutivo giovane, con una presenza record di donne, 7 su 21 dicasteri.

Vicepremier e ministro dell’Interno Angelino Alfano; ministro degli Esteri Emma Bonino; ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri; ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni; ministro della Difesa Mario Mauro. E ancora: al ministero dell’Istruzione andrà Maria Chiara Carrozza; alla Salute Beatrice Lorenzin; alle Infrastrutture Maurizio Lupi; allo Sviluppo Flavio Zanonato; alle Politiche agricole Nunzia De Girolamo; al Lavoro Enrico Giovannini; all’Ambiente Andrea Orlando e ai beni culturali e Turismo Massimo Bray.

Fra i ministri senza portafoglio, Dario Franceschini ai rapporti con il Parlamento, le riforme costituzionali a Gaetano Quagliariello e le pari opportunità e lo sport alla canoista Josefa Idem. Gli altri ministri senza portafoglio sono: agli Affari regionali Graziano Delrio, alla Coesione territoriale Carlo Trigilia, agli Affari europei viene confermato Enzo Moavero, alla Semplificazione Giampiero D’Alia; alla cooperazione internazionale e integrazione, Cecile Kyenge. Sottosegretario alla presidenza Consiglio, Patroni Griffi.

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