Gli italiani all’estero possono aiutare la ripresa italiana

ROMA:- Venerdì scorso, i deputati del PD eletti nella Circoscrizione estero hanno inviato al Presidente Enrico Letta il seguente messaggio di augurio e di richiesta di attenzione verso le questioni relative agli italiani all’estero.

“Gentile Presidente,

Le esprimiamo, prima di tutto, l’augurio che il delicato incarico che Le è stato conferito possa rispondere pienamente, sul piano delle azioni di governo e nel lavoro parlamentare, alle attese diffuse e soprattutto alla necessità di una ripresa del Paese e di un suo autorevole ritorno nel concerto internazionale.

Come persone che vivono costantemente a contatto con le comunità italiane all’estero, siamo in grado di testimoniare quanto vigile sia l’attenzione dei connazionali che vivono all’estero per questa difficile transizione del nostro Paese e quanto autentica sia la loro disponibilità a concorrere al severo impegno di risanamento e di riavvio dello sviluppo.

Ci permettiamo di sottolineare, dunque, l’opportunità di tenere conto, sia in occasione delle dichiarazioni programmatiche che dell’azione di governo, della possibilità di fare riferimento alla comunità italiana e di origine presente nel mondo ai fini della proiezione culturale dell’Italia e del rafforzamento delle prospettive di internazionalizzazione del suo sistema economico e sociale. Nessun Paese come il nostro dispone di una rete di presenze consolidate e profondamente integrate nelle realtà di insediamento, sia che si tratti di esiti di vicende migratorie del passato che del frutto delle “nuove mobilità”. Sono richiami che facciamo per esortare la classe dirigente e l’opinione pubblica italiana a servirsi realmente del più importante ed efficace sostegno in ambito globale di cui il Paese possa godere.

In questa prospettiva, troviamo sorprendente e in evidente controtendenza l’indicazione di abolire “le circoscrizioni estere” (!), contenuta in una delle relazioni finali consegnate dai “saggi” al Presidente Napolitano. Anche se si tratta solo di una semplice base di discussione, troviamo comunque sconcertante che si liquidi con tanta sommarietà una questione complessa come quella della rappresentanza diretta di circa 4,2 milioni di cittadini italiani e di circa 3,5 milioni di elettori, distribuiti in Europa, America settentrionale, America meridionale, Africa, Asia e Oceania. La circoscrizione Estero, infatti, è stata inserita in Costituzione per dare certezza a un fondamentale diritto di cittadinanza, qual è il diritto voto, di soggetti che di tale diritto godevano solo sulla carta. Per la formulazione che di essa è stata data all’art. 48 della Costituzione, è considerata dalla Carta lo strumento più idoneo ad assicurarne l’effettività. La rappresentanza eletta nel suo ambito, inoltre, è concepita come completamento di tale diritto secondo un criterio di parità tra i cittadini, affermato all’art. 3 della stessa Costituzione.

Si sorvola, poi, sul fatto che la circoscrizione Estero sia stato lo strumento individuato, dopo lungo dibattito tra le forze parlamentari di maggiore peso, per evitare la ricaduta di un numero importante di voti sulle circoscrizioni italiane e sui collegi, allora vigenti, con conseguenze potenzialmente squilibranti e incontrollabili sull’esito complessivo del voto.

Per quanto riguarda la rappresentanza diretta, contenuta per altro in dimensioni di assoluta ragionevolezza (12 deputati e 6 senatori), si richiama il parere di trasparente costituzionalità emesso all’epoca da un Presidente emerito della Corte in base al quale l’istituzione della circoscrizione Estero e l’esclusività della rappresentanza in essa espressa sono del tutto coerenti con la peculiarità storica e giuridica della comunità italiana nel mondo.

I rischi di irregolarità del voto per corrispondenza, pur presenti in un sistema di voto così particolare ed esposto, vanno affrontati non cancellando la circoscrizione Estero, ma modificando opportunamente le modalità di voto in alcuni punti salienti. Basta dare una semplice scorsa ai disegni di legge presentati nella passata legislatura a questo proposito e ai documenti prodotti dal CGIE per rendersi conto delle concrete possibilità di intervento in questa delicata materia. In particolare, si ricorda che nel testo di riforma elettorale concordato al Senato nella scorsa legislatura, era stata prevista anche l’opzione per il voto per corrispondenza, che responsabilizzando direttamente gli elettori consapevoli e intenzionati a votare, diventerebbe il fattore di maggiore controllo e sicurezza.

In ogni caso, Signor Presidente, siamo i primi ad affermare che la circoscrizione Estero non vada difesa in modo astratto o come una specie di ridotta corporativa, ma sia considerata come il presupposto di una strategia politica di ripresa e di attiva ricollocazione dell’Italia nel mondo. L’eliminazione di una rappresentanza diretta della comunità dei cittadini italiani all’estero viene ipotizzata purtroppo nel momento in cui la mobilità e le nuove forme di emigrazione hanno avuto un’intensa ripresa, coinvolgendo annualmente decine di migliaia di persone. Procedere in quella direzione significherebbe inviare un messaggio di disinteresse e di abbandono verso cittadini già colpiti da una pesante esclusione sociale.

I provvedimenti più impegnativi adottati negli ultimi anni a larghissima maggioranza hanno riguardato la promozione dell’internazionalizzazione e lo stesso gruppo di “saggi” che ha lavorato sulle questioni di carattere economico-sociale ha sottolineato il valore di un “rilancio degli scambi a livello internazionale” ai fini della ripresa. L’eventuale decisione di sopprimere una rappresentanza diretta della comunità dei cittadini italiani nel mondo, che già esiste, allenterebbe i legami con la nostra maggiore rete di riferimento a livello internazionale e sarebbe intesa come un atto di rottura e di sottovalutazione: l’esatto contrario di ciò che oggi serve all’Italia.

Conoscendo la Sua sensibilità e le Sue competenze sugli aspetti riguardanti la proiezione internazionale del Sistema Italia, confidiamo che Ella saprà adeguatamente richiamare il ruolo della comunità italiana nel mondo e cogliere le opportunità che una presenza così radicata e diffusa offre al nostro Paese, soprattutto in un momento in cui è necessario raccogliere tutte le forze disponibili per superare difficoltà così gravi.

RinnovandoLe gli auguri di successo e di buon lavoro, La salutiamo cordialmente.


I deputati del PD eletti nella circoscrizione Estero Gianni Farina, Marco Fedi, Laura Garavini, Francesca La Marca, Fabio Porta

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