Senza lavoro e senza celebrazioni…

ROMA:- Ormai è una tradizione, un appuntamento annuale annunciato, atteso, seguito e preceduto dalle solite, umane polemiche su chi sarà il conduttore, quali gli artisti più adatti, i personaggi che dovranno, durante il concerto del 1° maggio a Roma, festeggiare nella maniera più adatta i lavoratori. E’ dal 1990 che i maggiori sindacati (CGIL, CISL e UIL) celebrano i lavoratori di tutta Italia a Piazza San Giovanni regalando loro una giornata di musica e svago. Il tema di quest’anno è “La musica del desiderio. La speranza, la passione, il futuro”.

Eppure, alla luce dei dati implacabili che ricordano, giorno dopo giorno, che ormai i disoccupati stanno lievitando, sicuramente il 1° maggio sarà soprattutto una festa di ringraziamento a San Giuseppe, protettore dei lavoratori, cui, al di là del credere o meno, è bene rivolgere preghiere affinché si resti, anche in futuro, nell’ambita, invidiata categoria dei lavoratori. Una categoria in via di estinzione.

Senza nulla togliere alla festa dei lavoratori del 1° maggio, come accade per quella degli innamorati, celebrata il 14 febbraio con il ben noto San Valentino, subito seguita dalla festa dei single, “protetti” da San Faustino, perché non pensare anche ad una festa dei disoccupati? Con un concerto gratis, come quello del 1° maggio, e con anche un pranzo al sacco e magari il viaggio pagato. D’altra parte, si organizzano pullman per portare persone ai comizi, a maggior ragione si dovrebbe fare per la festa dei disoccupati.  Legittimo anche chiedersi cosa c’è da festeggiare quando non si ha un lavoro! Comunque, il patrono (e ammettiamo che la scoperta ci ha sorpresi) c’è già: San Gaetano di Thiene che si celebra il 7 agosto. Considerato che, in virtù dell’essere disoccupato, vacanze… neanche a parlarne, si potrebbe organizzare la festa dei disoccupati in una località balneare, anche Ostia va bene. Purché la piazza sia abbastanza capiente. Insomma, bisogna adeguarsi, perché in questi tempi davvero drammatici, tutto va rivisto. Ad esempio, a Modena hanno pensato ad un supermercato per i disoccupati: in pratica, chi non è in grado di pagare la spesa, può lavorare (ah, che suono magico ha questo verbo…) all’interno della struttura e guadagnarsi pane, pasta e companatico. L’iniziativa partirà in questo mese di maggio e gli organizzatori del Centro Servizi per il Volontariato precisano che non si tratta di carità visto che la spesa verrà pagata con il lavoro. Come dovrebbe essere, ma visto che la disoccupazione non solo non dà tregua, ma determina i cosiddetti “nuovi poveri”, come poter garantire ad una famiglia, ai bambini, un pasto dignitoso? Ed ecco la notizia di questa iniziativa davvero encomiabile, perché anche se non risolve il problema della disoccupazione e le sue conseguenze, almeno attenua il senso di frustrazione, impotenza che attanaglia chi non lavora. In questo modo potrà lavorare, e quindi tornare ad essere, anche se per poche ore alla settimana, un cittadino utile, efficiente, in grado di portare a casa le sporte della spesa e guardare gli occhi dei bambini con un po’ di serenità.

Così, ancora una volta, prima delle strutture “statali”, a fronteggiare questa emergenza sono le associazioni di volontariato perché, come sempre, tocca a noi rimboccarci le maniche, e se vogliamo un “aiutino” dall’alto, c’è sempre San Gaetano,  nato a Vicenza nel 1480 e morto a Napoli il 7 agosto 1547, protettore dei disoccupati, di chi cerca lavoro e dei donatori di sangue, vicino, in tutta la sua vita, ai poveri e alle persone in difficoltà.

Per tornare al concertone del 1° maggio: visto che saranno i sindacati a contribuire alle spese del Comune di Roma per ripulire la piazza da lattine, carte, sigarette, panini mozzicati, striscioni e quant’altro segnerà il passaggio di migliaia di persone, perché non chiamare i disoccupati a ripulirla, ovviamente dietro compenso? Si sa… in questo momento, ci si accontenta anche delle briciole!

Giovanna Chiarilli

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