Primo Maggio, i sindacati: “Senza lavoro il Paese muore”

PERUGIA  – Cgil, Cisl e Uil in piazza, a Perugia per la manifestazione nazionale del Primo maggio, con lo slogan ‘Priorita’ lavoro’. Parola a cui restituire centralitá e che i segretari generali scandiscono, uno dopo l’altro, dal palco della cittá, scelta come simbolo del ”dramma del lavoro” vissuto due mesi fa, quando due lavoratrici della Regione sono state uccise da un imprenditore, che poi si é suicidato.

– Senza lavoro il Paese muore e questo Paese non puó morire – ammonisce il numero uno della Cgil, Susanna Camusso.

– O si risolve il problema di dare lavoro o il Paese affonderá e affonderá se non cambiamo la politica economica – sostiene il leader della Uil, Luigi Angeletti. Un messaggio al nuovo governo, a cui si rivolge anche il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni:

– Il governo deve avere il coraggio di cooperare con i poteri locali e le parti sociali. L’Italia si salva se tutti la salviamo.

Quindi:

– Basta a litigi e furbizie.

Intanto il neoministro del Lavoro, Enrico Giovannini apre alla modifica della riforma Fornero.

– E’ stata disegnata in modo molto coerente per una economia in crescita, ma puó avere problemi per una economia in recessione – dice da Roma in occasione del Primo Maggio – bisogna capire cosa modificare.

Dal governo Letta ”abbiamo ascoltato” la necessità di ripartire dal lavoro, riconosce Camusso, ma ”i titoli non bastano, non bastano annunci e promesse”.

– Ci sono stati sei anni di promesse e di provvedimenti opposti. Ora bisogna fare i provvedimenti giusti – aggiunge Camusso, che sottolinea anche la ritrovata unità sindacale (”Non più divisioni”). Ma anche abbassando le tasse sul lavoro.

– Devono essere ridotte notevolmente – chiede Bonanni sempre rivolgendosi al governo -.Le famiglie non ce la fanno più.

E bisogna rendere l’evasione fiscale ”un reato penale. Sul lavoro sono intervenute anche le massime cariche dello stato. Il presidente del Senato auspica che il Governo dia in fretta risposte concrete mentre la presidente della Camera, Laura Boldrini, afferma che ”l’emergenza lavoro” fa sì che ”la vittima diventi carnefice”.

Il Premier Enrico Letta riconosce che ”il lavoro è il cuore di tutto” e quindi o si risolve il problema o ”falliremo”. Durante le varie manifestazioni in corso in tutta Italia non è mancata qualche contestazione: a Torino con un lancio di uova cariche di vernice nera contro il corteo Pd e a Bologna contro la decisione di tenere insieme una tavola rotonda dei sindacati con i rappresentanti degli imprenditori da parte di alcuni giovani di Rifondazione comunista e dei centri sociali.

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