Le sette donne del Governo Letta

ROMA:- “Certo, un nuovo Governo l’Italia se lo meritava! Seppur di larghe intese, aprendo a destra, siamo almeno orgogliosi che si sia pensato al futuro di un’Italia multiculturale, ed accogliamo favorevolmente, per la prima volta, un ministro donna e afro-italiana, il medico Cecile Kyenge! Un Ministero, quello dell’integrazione, senza portafoglio ma simbolico. Il nostro augurio ora, è che si dia il giusto peso a questa nuova Italia riconoscendo, in primis, il diritto di cittadinanza ai minori di origine straniera nel nostro Paese”. Questo il commento di Angela Scalzo, Segretario generale di SOS Razzismo Italia e Vice Presidente EGAM (Movimento europeo antirazzista di base) subito dopo la lettura, da parte del Presidente del Consiglio ormai non più incaricato, ma effettivo, dei nomi del suo Governo.

Ed è proprio il Ministro Cecile Kyenge Kashetu la “doppia” novità di questo Governo: per la prima volta una donna afro-italiana (e rubo la definizione di Angela Scalzo che dovrebbe essere utilizzata da tutti al posto del più banale “di colore”) alla guida di un dicastero all’integrazione al suo “debutto”. Una novità non certo ben accolta dalla Lega che, secondo le parole dei suoi leaders, è pronta a far opposizione totale al ministero per l’integrazione.

Secondo la stessa neo Ministro, il suo ingresso in Parlamento rappresenta un passo avanti per l’Italia, un dato di fatto a conferma dell’evoluzione di una società sempre più interessata dai flussi migratori e, di conseguenza, bisognosa di adeguate politiche all’insegna di una nuova convivenza. Cecile Kyenge è nata nella Repubblica democratica del Congo nel 1964. Cittadina italiana, madre di due figli, è medico oculista. Eletta alla Camera lo scorso 24 febbraio nelle fila del Pd, ha alle spalle una intensa esperienza come responsabile delle politiche immigratorie. E’ anche portavoce della rete “Primo Marzo” (un movimento nato nel 2009 per concretizzare il “rifiuto del razzismo e della cultura dell’esclusione”). Tra le sue priorità, fino a ieri come attivista ed oggi come Ministro, una nuova legge sulla cittadinanza, l’abolizione del reato di clandestinità e l’abrogazione della Bossi-Fini.

Altro nome straniero per un altro Ministro “donna”: Josefa Idem, campionessa olimpionica nella specialità kajak individuale (ben 38 le medaglie, molte delle quali “regalate” all’Italia).

Nata nel1964 aGoch, in Germania,  vive in Italia dal 1988. E’ diventata cittadina italiana nel1992 inseguito al matrimonio con il suo allenatore, Guglielmo Guerrini. Ha due figli.

A lei il Presidente del Consiglio Enrico Letta ha assegnato il ministero senza portafoglio alle Pari Opportunità, Sport e Politiche giovanili. All’attivo già un primato: quello di atleta donna con la più alta partecipazione alle olimpiadi: 8 le sue presenze. L’impegno politico risale al 2001 quando diventa assessore allo sport nel comune di Ravenna ed in seguito responsabile Pd sempre per lo sport. In vista delle ultime elezioni, alle primarie di Ravenna è risultata la più votata. Consensi che l’hanno portata a conquistare uno scranno al Senato. Encomiabile anche il suo contributo a campagne di sensibilizzazione sociale: è testimonial dell’Associazione Italiana Sclerosi Multipla e a favore della donazione di organi.

Anna Maria Cancellieri, nata a Roma nel 1943, è stata chiamata da Enrico Letta per guidare il Ministero della Giustizia; da ex Ministro del Governo Monti, dovrà fare un piccolo trasloco che la porterà dal Viminale a Via Arenula. Laureata in Scienze politiche, pubblicista, ha due figli. Fino al 1969 la sua famiglia ha vissuto a Tripoli. Nel 1993 diventa Prefetto. Numerosi gli incarichi delicati, come quelli di Commissario straordinario a Parma, Prefetto a Catania subito dopo l’assassinio dell’ispettore Filippo Raciti, e come commissario prefettizio a Bologna (2011).

Diventa un volto familiare il 16 novembre 2011 quando Mario Monti la nomina, seconda donna nella storia della Repubblica, Ministro dell’Interno (la prima era stata Rosa Russo Jervolino).  Nel corso del suo mandato di Ministro del Governo Monti, ha raggiunto il record di maggior comuni sciolti per mafia.

Tra i Ministri del Governo Monti, non certo amati, la Cancellieri rappresenta un’eccezione. Sarà anche per questi consensi che in occasione delle ultime elezioni presidenziali, il suo nome è stato proposto come successore di Napolitano.

Nata a Roma nel 1971, aBeatrice Lorenzin spetterà guidare il Ministero della Salute. Si avvicina alla politica nel 1996, aderendo al movimento giovanile di Forza Italia nel Lazio, poi, passo dopo passo, arriva al Comune di Roma nel 2001 dopo importanti incarichi all’interno del partito. Nel 2005 diventa coordinatore regionale di Forza Italia per il Lazio, nel 2006 è coordinatore nazionale di  Forza Italia – Giovani per la Libertà. Poi, il grande salto: nel 2008 viene eletta alla Camera, carica riconfermata alle scorse elezioni. Nel2013, in occasione delle elezioni per la Regione Lazio, è tra i candidati per poi lasciare il posto a Francesco Storace. Per quanto riguarda la sua attività come parlamentare, è stata co-firmataria di una proposta di legge per la promozione dell’equilibrio della rappresentanza dei sessi nell’elezione dei membri del Parlamento europeo spettanti all’Italia.

Il Ministero delle Politiche Agricole è stato assegnato a Nunzia De Girolamo, deputata Pdl, nata a Benevento nel 1975, una data che le fa conquistare il titolo di Ministro più giovane di questo Governo. Laureata in giurisprudenza, nel 2007 diventa coordinatrice di Forza Italia a Benevento e l’anno successivo viene eletta alla Camera nella lista Pdl. E’ alla sua seconda legislatura, e della serie…galeotto fu lo scranno, è sposata con Francesco Boccia, deputato del Pd. Hanno una bambina di dieci mesi.

Nata a Pisa, Maria Chiara Carrozza, del Pd, 48 anni, ha due figli. Un curriculum di tutto rispetto per il dicastero che si trova a guidare: quello dell’istruzione. Rettore della Scuola Sant’Anna di Pisa, laureata in fisica, ha conseguito il PhD in Ingegneria. Coordina progetti finanziati dalla Commissione Europea e dalla Regione Toscana nel settore della Neuro-Robotica nel campo delle protesi di arto superiore e inferiore, dell’assistenza personale e della riabilitazione neurologica. Numerosi anche gli incarichi a livello internazionale e lunga la lista dei premi e riconoscimenti che hanno segnato la sua carriera: tra gli ultimi, il premio EUREKA a Milano (2012) per le attività nel campo dello sviluppo di protesi e esoscheletri per riabilitazione e assistenza personale.

Ed infine, Emma Bonino. Un nome conosciuto a livello europeo ed internazionale per i numerosi incarichi fino ad oggi ottenuti e per le battaglie portate avanti, senza contare che ormai da diverse elezioni per la presidenza della Repubblica, il suo nome torna alla ribalta riscontrando sempre grandi consensi nel mondo della cultura e della pubblica opinione: è la più votata in quasi tutti i sondaggi. Ma a votare, davvero, sono altri. Nata a Bra (Cuneo) nel 1948, anima dei Radicali insieme a Marco Pannella, laureata in Lingue e letterature straniere alla Bocconi, inizia la sua carriera parlamentare nel 1976. Nella XVI legislatura è stata Vice Presidente del Senato; nel 1995 è stata Commissario Europeo e nel 2006 Ministro per il Commercio internazionale e per le politiche europee.

Infinite le battaglie che l’hanno vista in prima fila (fame nel mondo, pena di morte, abolizione delle mutilazioni genitali femminili, divorzio, aborto, non proliferazione delle armi…) senza risparmiarsi e rischiando in prima persona: come nel 1987, per manifestare contro la dittatura del generale Jaruzelski e in favore di Solidarnosc, viene arrestata ed espulsa dalla Polonia.

Particolarmente attenta e sensibile alle problematiche del mondo arabo, al punto da voler impararne la lingua, nel 1997 si reca nel Kurdistan iracheno per denunciare il regime dei talebani: altro arresto.

Nel 1998, riceve dal principe Felipe di Borbone il premio “Principe delle Asturie”, e lo dedica alla leader dell’opposizione birmana, Aung San Suu Kyi.

Impossibile elencare tutti gli incarichi, le prese di posizione, le popolazioni africane di cui si è occupata, oggi, ricordiamo che Emma Bonino, è Ministro degli Affari Esteri, il ministero “chiave” per tutti i connazionali che vivono all’estero.

Una nota finale: in un sondaggio del Corriere della Sera in cui si chiede di votare sì o no alla domanda “E’ la persona giusta?” riferita ai membri del Governo Letta, le donne hanno raggiunto una percentuale altissima rispetto ai colleghi maschi: tutte ben oltre il 70%.

Giovanna Chiarilli

 

Condividi: