Letta: “Ora siamo squadra, se vinciamo noi vince l’Italia”

Pubblicato il 03 maggio 2013 da redazione

ROMA  – ”Ora siamo tutti parte di una squadra, basta con gli interessi di parte. Il nostro unico interesse dovrà essere quello del Paese”. Troppo tempo è stato ”perduto”, la missione che ci attende non è facile, ma dobbiamo metterci al lavoro perchè il ”nostro successo sarà quello dell’Italia”. Serve sobrietà nelle parole e nella nostra attività. E’ con queste parole che il premier Enrico Letta saluta i nuovi sottosegretari subito dopo il giuramento a Palazzo Chigi sperando di archiviare velocemente polemiche e malumori.

Da questo momento, Letta sa che sarà giudicato dalle azioni dei suoi primi 100 giorni e l’obiettivo è mettere in cantiere provvedimenti che consolidino la maggioranza e comincino a ridare fiato a famiglie e imprese. Per questo le priorità restano lo stop all’Imu, il rifinanziamento della Cig e il blocco dell’Iva, misure su cui pende l’incognita delle coperture su cui la due diligence del Tesoro, in corso, punta a fare al più presto chiarezza.

Per illustrare la mission del suo governo ‘di servizio’, come il presidente del consiglio ama definire l’esecutivo di larghe intese, Letta farà domani sera, nel salotto di ‘Che tempo che fa’, la sua prima apparizione tv, pur restando convinto, e consigliandolo vivamente anche ai ministri, della necessità di evitare la sovraesposizione mediatica.

Più che parlare, Letta punta a convincere mettendo al più presto in cantiere misure economiche. Il Pdl morde il freno perchè il consiglio dei ministri blocchi subito il pagamento dell’Imu ma ambienti di governo fanno sapere che lo stop della rata di giugno, annunciato dal premier stesso, avverrà solo dopo che il ministero dell’Economia avrà fatto, attraverso una due diligence, un quadro chiaro dei conti e dei margini di manovra.

Il blocco dell’imposta sulla casa, così come le altre urgenze, l’iva e il rifinanziamento per un miliardo della cassa integrazione in deroga, sono tanto prioritari quanto collegati al reperimento delle coperture economiche. Un’impresa difficilissima visto l’imperativo, ribadito dal premier nel tour delle cancellerie europee e a Bruxelles, di proseguire nel rigore dei conti.

Ma ora, raccontano fonti di Palazzo Chigi, è stata accolta come una buona notizia la considerazione della commissione Ue che il deficit sotto il 3% ”facilita” la chiusura della procedura per l’Italia. Certo, nelle prossime settimane il ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni dovrà dare ulteriori garanzie sulle riforme ma in ambienti di governo traspare l’ottimismo che a fine mese sarà ufficializzata l’uscita dalla procedura di infrazione. Un passaggio che consente a Letta di dare il via, allentando sia pur di poco le maglie, ad un piano di riforme che abbia al centro il lavoro.

I due punti, allo studio, sono la riduzione del cuneo fiscale, ”essenziale – spiega il deputato Francesco Boccia, molto vicino al premier – per aumentare il reddito disponibile delle famiglie e consentire un recupero di competitività da parte delle imprese”. E poche ma mirate modifiche alla riforma Fornero per aumentare, almeno in questa fase economica, la flessibilità in entrata e incentivare, magari con defiscalizzazioni under 25, le assunzioni.

E’ vero che la coperta delle risorse resta cortissima ma Letta è convinto di riuscire a trovare un compromesso dentro la maggioranza sulle priorità. Anche perchè, una volta bloccata l’imu, anche il Pdl concorda che l’occupazione e la ripresa dell’economia, sostiene Maurizio Gasparri, sono ”il vero scopo del nuovo governo, tutto il resto, cittadinanza, unioni civili o altro sono secondari”. Parole, non isolate in Parlamento, che non suonano come un buon viatico per la realizzazione delle riforme istituzionali.

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