Violenza in Parlamento, è ancora polemica

CARACAS – Non tende ad attenuarsi la polemica accesa dai recenti fatti di intolleranza politica in seno all’Assemblea Nazionale. Ieri, in una manifestazione in solidarietà ai deputati dell’ “Alternativa Democrática”, malmenati durante una sessione dell’An, Enrique Capriles Radonski ha suggerito la possibilitá di chiedere firme per un referendum per eleggere, prima del termine del periodo costituzionale, nuovi rappresentanti nell’An.

– Sono sicuro che piú dell’80 per cento dei venezolani – ha detto Capriles Radondski – sarebbe contento di rinnovare il Parlamento.

Dal canto suo,  Jorge Rodríguez, esponente di spicco del Psuv, ha detto in conferenza stampa che “un piccolo gruppo di simpatizzanti del ‘partito giallo’  sta organizzando una vera ‘truffa’ alla Costituzione”.

Botta e risposta, dunque, da versanti diametralmente opposti.

Enrique Capriles Radonski, nel sottolineare che i venezolani non “cadranno in provocazioni”, ha assicurato che oggi il Parlamento non rappresenta più il vento di cambio che desiderano gli elettori.

– Questo non è un cambiamento – ha affermato. E, rivolto ai deputati dell’Opposizione, ha detto:

– Voi siete la voce dei venezolani che veramente desiderano una trasformazione della società.

Anche il presidente della Repubblica, Nicolás Maduro, ha fatto riferimento ai recenti incidenti accaduti nel Palazzo Federale, sede del Potere Legislativo. E ha insistito nella colpevolezza dei deputati dell’Opposizione. Dopo aver invitato i parlamentari del Psuv a non cadere in provocazioni, perchè devono essere “i paladini della pace”, ha accusato Julio Borges di essere il principale responsabile della violenza in Parlamento.

– Cosa devono fare i deputati della rivoluzione se viene spruzzato loro in faccia gas paralizzante, se vengono gettate sedie contro di loro, se vengono insultati e spintonati? – si è chiesto il capo dello Stato per poi rispondere:

– Possono fare solo due cose: lasciarsi malmenare e ritirarsi o difendersi… difendersi è quello che hanno fatto.

Il capo dello Stato ha poi proseguito:

– Loro sapevano molto bene che se aggredivano sarebbe scoppiata la rissa. Julio Borges è stato il promotore delle aggressioni. Sfortunatamente, è stato ferito… dico sfortunatamente perchè noi siamo contro la violenza.

Sia esponenti del partito di governo che quelli dell’Opposizione, dunque, si accusano a vicenda. Intanto, le immagini dell’aggressione, spiegate da ognuno in modo diametralmente opposto, hanno fatto il giro del mondo.

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