Oggi i presidenti delle Commissioni tra veti e giochi di correnti

ROMA – I veti incrociati tra Pd e Pdl e il braccio di ferro tra correnti all’interno dei partiti, determineranno i nomi dei presidenti delle Commissioni permanenti di Camera e Senato che verranno eletti questo pomeriggio. Per le Commissioni di Vigilanza, che di solito spettano alle opposizioni, un incontro tra M5S e Sel non ha sortito un accordo su Rai e Copasir. Il principio su cui si sono accordati Pd e Pdl è di ‘incrociare’ tra loro le presidenze delle 14 commissioni del Senato con le 14 della Camera, fermo restando quelle attribuite a Scelta Civica.

Quando ieri mattina i quattro capigruppo di Pdl e Pdl dei due rami del Parlamento (Luigi Zanda, Roberto Speranza, Renato Schifani e Renato Brunetta) si sono incontrati, il puzzle si è complicato per i veti del Pd sul nome di Paolo Romani alla commissione Lavori pubblici e Telecomunicazioni del Senato, perchè l’ex ministro sarebbe troppo vicino a Berlusconi rispetto al tema delle Comunicazioni. Il Pd storceva il naso anche sull’ex Guardasigilli, Nitto Palma alla commissione Giustizia sempre a Palazzo Madama. A questo punto e’ scattata la ritorsione, con il ”niet” del Pdl a Donatella Ferranti come presidente della commissione Giustizia della Camera.

A complicare il quadro la concorrenza interna ai partiti: Anna Finocchiaro, candidata a guidare la Affari costituzionali del Senato, ha avuto come concorrente il ‘franceschiniano’ Gianclaudio Bressa che era in ballo per la stessa Commissione ma alla Camera. Per la commissione Cultura erano in corsa il ‘renziano’ Andrea Marcucci e la franceschiniana Emilia De Biase al Senato, e il ‘giovane turco’ Matteo Orfini alla Camera, mentre per il Pdl aspiravano all’incarico i due ex ministri MariaStella Gelmini e Gancarlo Galan.

In questo complicato incrocio Romani ha rinunciato alla carica, in favore di Altero Matteoli, e a questo punto il Pdl non ha ceduto su Palma, mentre il Pd non lo ha fatto su Ferranti. La Giustizia della Camera sembra destinata a Scelta Civica, con Stefano Dambruoso e Gregorio Gitti in pole position. Alla strategica commissione Affari costituzionali andranno Finocchiaro e, alla Camera, Francesco Sisto, vicino a Raffaele Fitto che ha rinunciato a questo ruolo.

Altra commissione Strategica è la Bilancio che sarà retta da Antonio Azzollini (Pdl) al Senato e Francesco Boccia alla Camera. Alla Cultura la spunterebbero, alla Fine, Marcucci e Galan, mentre alla Lavoro andranno due ex ministri: Cesare Damiano alla Camera e Maurizio sacconi al Senato. Per le commissioni Esteri sono pronti Pier Ferdinando Casini al Senato e Fabrizio Cicchitto alla Camera.

Le commissioni di controllo saranno elette solo nei giorni successivi ma ieri M5S e Sel si sono incontrati per tentare un accordo su chi attribuire la Vigilanza Rai e il Comitato di controllo sui Servizi. La riunione si è conclusa con uno stallo. Per quanto riguarda infine le giunte, quella per le autorizzazioni della Camera dovrebbe andare al pdl, quella delle elezioni al M5s, infine alla Lega spetterebbe quella per le elezioni e le autorizzazioni del Senato.

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