REGNO UNITO. Il principe Carlo si avvicina al trono

LONDRA. – Il principe Carlo è sempre più attivo e visibile, quasi onnipresente nella vita pubblica del Regno Unito. Affianca la regina Elisabetta nel corso del Queen’s Speech, si prepara a sostituirla all’estero, parla ai militari di ritorno dall’Afghanistan. L’ ‘eterno erede’ sente vicino il giorno in cui potrà diventare Re, ma nel Paese non mancano i malumori attorno alla sua figura. Uno su tutti, la vecchia ma irrisolta polemica che è tornata proprio in queste ore e riguarda le numerose lettere inviate dal principe di Galles ai ministri britannici per segnalare il suo parere su alcune proposte di legge. Il Guardian da anni chiede la pubblicazione di quelle missive, ma senza successo. Il giornale è tornato alla riscossa e si è rivolto all’Alta Corte di Londra per avere il via libera e far conoscere ai sudditi britannici il loro principe ereditario nelle vesti di abile ‘lobbista’. Il quotidiano ha sfidato il veto alla pubblicazione imposto l’anno scorso dal procuratore generale Dominic Grieve. L’avvocato del Guardian, Dinah Rose, ha ‘tuonato’ contro Grieve: la sua decisione non è giustificabile e le missive sono documenti di interesse pubblico che devono essere rivelati. Accuse molto forti contro una delle figure legali più importanti del Paese. Il procuratore era stato molto chiaro nel porre il suo veto. Aveva scritto che il principe in quelle lettere esprimeva opinioni ”particolarmente franche” su diverse questioni e che una pubblicazione avrebbe danneggiato il suo futuro ruolo di Re. Un modo quindi per tutelare l’erede al trono proprio in quella lunga ascesa verso la corona, eliminando possibili incidenti di percorso. Lo stesso Grieve sottolineava, nero su bianco, che mettendo in discussione la neutralità del principe si poteva compromettere l’azione di Carlo una volta diventato sovrano. Una minaccia che proprio ora l’erede al trono non si può permettere, con i sudditi e gli osservatori che si stanno ‘abituando’ al suo ‘nuovo’ ruolo. Sui giornali del Regno si parla di ”principe reggente”. E c’è chi ricorda che l’abdicazione della regina è ”da escludere”, ma che si sta trovando il modo per arrivare a una ”co-reggenza”, in cui Carlo affianchi e sostituisca la sovrana, tutte le volte che quest’ultima, nonna fragile e preziosa della nazione, ne abbia bisogno.

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