Pd, Epifani al lavoro: “Coinvolgere tutti”

ROMA – Coinvolgere tutte le componenti del Pd negli organismi che prepareranno il Congresso, ma non per blindarlo, come è accaduto in passato; anzi, per favorire finalmente una dibattito vero che chiarisca le concezioni diverse che ci sono del Pd. Nel primo giorno di lavoro da segretario Guglielmo Epifani ha spiegato, a chi gli ha parlato, il suo metodo di lavoro, d’altra parte anticipato sabato al momento dell’elezione. In attesa di incontrare per il passaggio di consegne Pier Luigi Bersani (fuori Roma per impegni personali), Epifani ha iniziato dai gruppi parlamentari.

Ieri in mattinata ha incontrato i capigruppo Roberto Speranza e Luigi Zanda per affrontare le questioni parlamentari aperte, a cominciare dalle Commissioni di controllo che spettano alle opposizioni (Copasir, Vigilanza Rai e Giunta per le elezioni del Senato). Domani pomeriggio ci sarà l’incontro con i senatori Democrat e, nei giorni successivi, con i deputati e con gli europarlamentari. Quindi la visita di cortesia al presidente Napolitano, al quale ha ribadito l’appoggio del Pd al governo Letta, segnalato dallo stesso Epifani con una dichiarazione di appoggio all’esito del vertice di Spineto e all’agenda in quattro punti che l’esecutivo si è dato. La preoccupazione del Capo dello Stato, infatti, riguarda la tenuta dei gruppi del Pd.  E poi la risposta a tanti sms, e-mail e telefonate di auguri, a cominciare da quella del presidente del Parlamento Europeo, il socialista Martin Schulz, che lo ha invitato a Bruxelles, anche perchè i socialisti europei vogliono capire quello che sta succedendo in Italia.

Nel 2014 ci sono le elezioni Europee e la delegazione del Pd nel gruppo dei SeD è una delle principali. Ma quanto succede nel Pd lo vuole capire anche Epifani, che si ritrova a gestire il partito in una situazione paradossale. Bersani si è dimesso dopo che le elezioni sono state perse ma senza che nessuno in Direzione glielo rimproverasse, dopo che lo stesso organismo ha approvato tutte le scelte successive, dall’inseguimento di Grillo alla gestione delle candidature per il Quirinale. Tutti lo hanno appoggiato tacendo di non essere d’accordo, come ha ammesso sabato in Assemblea Rosy Bindi. Per questo, ha spiegato il segretario a ”Repubblica”, il punto di arrivo è un congresso con una discussione ”impietosa, coraggiosa, esplicita”; il punto di partenza, ha detto a chi gli ha parlato, è il coinvolgimento di tutte le componenti nella sua preparazione. Piè che la segreteria, che sarà snella e nella quale entrerà il ‘renziano’ Luca Lotti, sarà importante la Commissione preparatoria delle Assise. Epifani pensa a un Comitato sulle regole, e ad uno più politico, in cui coinvolgere tutti, dai boiardi fino ai ragazzi di OccupyPd passando per Renzi. Ma cio al fine di evitare il bis dei precedenti congressi e primarie, in cui le correnti si sono ammucchiate a sostegno di uno o l’altro candidato per puro tatticismo, salvo poi dividersi subito dopo. Su una cosa, come ha osservato Massimo D’Alema, sarà difficile tornare indietro: sulla separazione tra ruolo di segretario e quello di candidato premier, dopo che è stata introdotta da Bersani con le primarie di ottobre che hanno derogato lo statuto del Pd.

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