Letta, la crescita in primo piano

ROMA – Il rigore, da solo, non paga. E i dati sulla recessione dell’Eurozona sono lì a dimostrarlo. Per questo ora più che mai il premier Enrico Letta punta all’affondo nel suo lavoro per convincere i 27 a uscire dal vertice di giugno con proposte ”concrete” contro la disoccupazione e per la crescita. Perche’ ”non è piu’ possibile avere solo l’Europa dell’austerità”, come ha detto, senza giri di parole, il ministro degli Esteri Emma Bonino. Obiettivo pienamente condiviso dal presidente francese Francois Hollande che avverte però l’Italia: un’alleanza contro la Germania ”sarebbe contro l’interesse dell’Europa” ma anche di Roma e Parigi. Anche qui, dunque, serve un’inversione di rotta. Ma forse, di fronte ad una recessione che sta colpendo i principali paesi europei, e dove perfino la ‘locomotiva tedesca’, in base agli ultimi dati, ha rallentato la sua corsa, la politica dell’ ”asse” non paga più. Anche perchè, tra l’alleanza ‘Hollanti” suggellata con Monti e il vertice che si aprirà a fine giugno si è inserito un nuovo elemento di ”forte preoccupazione” per i 27: il populismo antieuropeo. Che un’Europa spaccata e incapace di prendere decisioni non fa che alimentare. Non a caso lo stesso Letta, incontrando il premier spagnolo a Madrid aveva sottolineato che ”contrastare” Berlino come se si trattasse di un ”match di football” sarebbe un errore ”gravissimo”. Anche perchè, fa notare chi è vicino al premier, i tentativi di isolare la Germania non hanno mai portato a buoni risultati. Tutt’altro.

E Berlino, in occasione della visita che ha aperto il tour europeo di Letta, si è mostrata ”più sensibile” rispetto al passato sul fronte del rilancio dell’occupazione. Insomma l’obiettivo di Letta, che oggi sarà a Varsavia per incontrare il premier Tusk, vicino alla Germania su molti dossier europei, è quello di fare ”spogliatoio” anche a Bruxelles. Cercando di allargare il più possibile la convergenza sulle misure necessarie per uscire dalla crisi. Coinvolgendo, appunto, anche paesi extra eurozona come la Polonia che godono di buona salute ed hanno tutto l’interesse a far parte di un’Europa in grado di favorire al suo interno crescita e occupazione. Anche il presidente della commissione Ue Josè Manuel Barroso ha ribadito l’importanza di un’Europa unita e in grado di prendere decisioni.

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