Vinotinto, 48 anni fa è iniziato il sogno Mundial

Pubblicato il 15 maggio 2013 da redazione

CARACAS – Tutto è iniziato, secondo leggende metropolitane ormai acquisite come storia, con la prima partita di calcio in Venezuela che si giocò il 16 luglio del 1876. Ad organizzarla fu il maestro gallese A. W. Simpson, impiegato in una compagnia di ricerche aurifere, e si disputò il giorno della Vergine del Carmen a El Caratal, nelle vicinanze del paesetto di El Callao; in campo britannici, corsi e trinitari.

Invece la nazionale venezuelana gioca la prima partita il 12 febbraio del 1938 a Panama, dove rimedia la prima sconfitta per 3-1. Negli anni tante sono state le sconfitte, ma negli ultimi tempi s’è notata un’inversione di rotta: alcune vittorie esaltanti anche contro gli squadroni sudamericani hanno galvanizzato giocatori e pubblico.

Ciò nonostante il Venezuela resterà ai margini del calcio internazionale per diverso tempo. Solo sul finire degli anni sessanta la Vinotinto esordisce sia nelle qualificazioni ai mondiali di calcio che in Coppa America.

La nazionale venezuelana si presenta per la prima volta alle qualificazioni ai mondiali in vista del torneo iridato di Inghilterra ’66. Inserita nel gruppo 10, sfida Uruguay e Perù, ma perde 4 partite su 4, realizzando solo 4 reti contro ben 15 subite.

Fino a quel momento la ‘Vinotinto de Mayores’ si era limitata a giocare a livello amatoriale e in competizioni come i ‘Juegos Centroamericanos’, ‘Bolivarianos’, ‘Panamericanos’ e ‘Suramericanos’ giovanili.

Il Venezuela era già stato invitato a partecipare nelle qualificazioni per il Mondiale ’58 (che si sarebbe disputato in Svezia) peró, appena conosciute le rivali (Brasile e Peru), la federcalcio criolla declinò l’invito. Per il seguente mondiale, quello del ’62 in Cile, la Fifa non invitò la Vinotinto.

Poi in quelle del Mondiale del ’66 (da disputarsi in Inghilterra), il sorteggio effettuato dalla Fifa inserí la Vinotinto insieme al Peru e all’Uruguay.

In quel momento il calcio in Venezuela viveva un momento d’oro, era uno sport in crescita, questo grazie anche all’influenza degli emigranti europei che nutrivano le diverse squadre delle cosidette colonie: Deportivo Italia, Club Deportivo Portugués, Club Deportivo Español, Deportivo Vasco, Catalonia, Unión Deportiva Canarias, Deportivo Celta e Deportivo Portugués che militavano nella Liga Mayor.

Per prepararsi all’anelato esordio nel ‘premundial’, la nazionale effettuó un tour in Trinidad e Tobago, dove disputò alcune amichevoli, una di queste contro il British Petroleum San Fernando, vittoria criolla per 4-3. Al ritorno in patria giocó nell’ordine contro la ‘selección de Carabobo’ (vittoria per 2-1), selección de Lara (vittoria 4-2), Deportivo Italia (ko per 3-5) e nuovamente contro gli Azzurrini (vittoria per 3-1).

Tutto era pronto per l’esordio sul rettangolo verde del Monumental de Lima.Il 16 maggio del 1965, davanti a 40 mila spettatori la Vinotinto esordiva nel ‘premundial’ 35 anni dopo il primo mondiale. Il mister Rafael Franco, argentino di nascita, convocò 18 giocatori.

La vinotinto scese in campo con uno schema 4-4-2.

Felipe Mirabal, in porta, fu elogiato dai giornalisti e dai giocatori rivali a fine gara per l’eccellente prestazione. In difesa giocarono David Mota, Frederic Elie, Luis Zarzalejo, Octavio De Suze; a centrocampo c’erano Antonio Ravelo, Jose Ravelo, Luis Mendoza, Argenis Tortolero. Gli attaccanti furono Guillermo Pineda e Rafa Santana.

La nazionale inca vinse 1-0, grazie ad un gol messo a segno su calcio di rigore da Zegarra, nonostante il portiere criollo avesse intuito il tiro non riuscí a deviare la sfera.

Il nervosismo e le imprecisioni furono i principali protagonisti nell’esordio Vinotinto, che in quella occasione indossó una maglietta vinotinto e pantaloncini grigi. Quel giorno fu schierato, l’italo-venezuelano Luis Mendoza Benedetti, uno dei migliori giocatori della storia del calcio ‘criollo’.

Da quell’esordio sono state tante le gare disputate dalla nazionale venezuelana nelle qualificazioni per il mondiale e con tanti protagonisti italo-venezuelani; fortunatamente in questo millennio la storia é cambiata in meglio e le vittorie sono diventate più frequenti rispetto al passato. E cosí, giorno dopo giorno cresce il sogno ‘mundialista’, sperando che un giorno si realizzi, magari con molti protagonisti di origini italiche.

 Fioravante De Simone

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