India-Cina, accordo fra giganti per il “bene del mondo”

NEW DELHI – Nella persistente crisi economica e finanziaria che ancora assedia l’Occidente, India e Cina sono convinte di poter formare un blocco propulsore di crescita che sia prima di beneficio reciproco e poi magari che serva anche alla comunità internazionale nel suo insieme. Al termine dei due colloqui previsti a New Delhi, i premier cinese, Li Keqiang, e indiano, Manmohan Sigh, si sono presentati ai media per ammettere l’esistenza di problemi bilaterali irrisolti lungo i 4.000 chilometri di frontiere comuni, nello sfruttamento dei fiumi che attraversano i loro territori, e nel commercio, che è fortemente squilibrato a favore di Pechino. Ma hanno assicurato di volerli superare con ‘’un rafforzamento del dialogo e della cooperazione bilaterale’’ in tutti i campi, che ha ancora fortissime possibilità di espansione, grazie anche al fatto che Delhi e Pechino riuniscono il 40% della popolazione mondiale. Ringraziando Li per avere scelto l’India come primo Paese a cui far visita dopo la sua designazione, Singh ha indicato di essersi parlato con il collega con un linguaggio ‘’sincero’’ e ‘’franco’’, ma di aver concordato una strategia che porterà le due Nazioni ad avere nel 2015 un interscambio di 100 miliardi di dollari rispetto ai 66,5 miliardi del 2012. In questa prima tappa del viaggio (le altre sono Pakistan, Svizzera e Germania) Li ha mostrato un ramoscello di olivo sostenendo che la Cina ‘’è un paese pacifico’’ che agisce – ha scritto il quotidiano The Hindu – con il precetto ‘’non fare ad altri quello che non vorresti fosse fatto a te’’.
Il nostro problema, ha insistito, ‘’è di soddisfare le sette necessità di base quotidiane dei cinesi che sono: legna, riso, olio per cucinare, sale, salsa di soja, aceto e te’’’.

– Dobbiamo concentrarci sullo sviluppo interno e ciò richiede un ambiente internazionale pacifico. Per questo dobbiamo vivere in armonia con i nostri vicini e farci amici nel mondo.

Il vertice si è concluso con la firma di una dichiarazione in cui si sostiene che ‘’esiste spazio per lo sviluppo di India e Cina’’ e che ‘’il mondo ha bisogno della crescita di entrambi i Paesi’’. Trattandosi delle più grandi Nazioni in sviluppo del pianeta ‘’le loro relazioni trascendono gli obiettivi bilaterali per acquisire un significato regionale, globale e strategico’’.

– In particolare abbiamo concordato – ha detto al riguardo Singh – che le relazioni fra i nostri Paesi hanno un crescente significato e sono essenziali per uno sviluppo pacifico e una crescita economica sostenuta, così come per la stabilità e la prosperità nella nostra regione e nel mondo intero.

Fra i progetti di cooperazione India e Cina alcuni puntano a riequilibrare l’interscambio bilaterale permettendo all’India di far arrivare i suoi prodotti informatici e farmaceutici nel mercato cinese. Uno riguarda l’idea di creare un ‘corridoio economico’ fra i due Paesi, che includa anche Birmania e Bangladesh, e che avvicini i due principali mercati. C’è piena concordanza poi sulla necessità che in Afghanistan vi sia ‘’un processo di Pace concepito e guidato dal governo di Kabul’’ che gli permetta ‘’di raggiungere l’obiettivo di pace, stabilità e indipendenza al più presto possibile’’.

Pechino non ha invece ceduto più di tanto sull’aspirazione indiana di ottenere un seggio permanente al Consiglio di Sicurezza dell’Onu. Il comunicato finale si limita a dire che Pechino ‘’sostiene l’ispirazione indiana a svolgere un ruolo più importante all’Onu ed anche nel Consiglio di Sicurezza’’.

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