In Iran il 14 giugno si sceglie l’erede di Ahmadinejad

TEHERAN. – E’ stata scremata la rosa di candidati per le prossime elezioni presidenziali iraniane del 14 giugno: come previsto da indiscrezioni autorevoli, sono stati esclusi due esponenti di spicco come l’ ex-presidente Akbar Hashemi Rafsanjani ed Esfandiar Rahim Mashai, il delfino del presidente a fine mandato Mahmud Ahmadinejad. In lizza, assieme ad altri sei candidati, sono invece stati confermati il capo-negoziatore per il nucleare, Said Jalili, e il sindaco di Teheran, Mohammad Baqer Qalibaf, entrambi molto vicini al Leader supremo Ali Khamenei. La decisione, presa dall’insindacabile consesso dei 12 Guardiani della costituzione controllato dalla Guida, è stata ufficializzata dal ministero dell’Interno, precludendo un possibile (e ventilato fino all’ultimo minuto) intervento di Khamenei per salvare qualche candidato. Fra gli otto rimasti dall’enorme lista di 686 iscritti c’è anche Ali Akbar Velayati, il suo consigliere per la politica estera. In particolare un’esclusione di Mashai, accusato di tendenze religiose deviazioniste che mettono in discussione il ruolo del clero, potrebbe ora far cadere le remore finora mostrate da Ahmadinejad – non ricandidabile per limiti costituzionali – nel rivelare presunti casi di corruzione che riguarderebbero i suoi avversari e di cui egli stesso ha accennato in diversi recenti discorsi come ha segnalato una decina di giorni fa l’agenzia Ilna. La settimana scorsa Mashai aveva rilanciato la minaccia annunciando che ‘’in futuro rivelerò alcune cose’’ esistenti ‘’dietro le quinte’’.

A livello elettorale, a Mashai si attribuiva comunque un peso limitato al ruolo di ‘’guastafeste’’ al primo turno. Un sito d’opposizione ha segnalato misure di sicurezza rafforzate a Teheran per controllare eventuali proteste alla bocciatura di Mashai e Rafsanjani, il cui ingresso nell’agone elettorale dieci giorni fa era stato acclamato con qualche raduno in strada. Tempo addietro un giornale dei Pasdaran, il corpo d’elite con parte del quale il presidente è in attrito, aveva evocato la possibilità che Ahamdinejad avrebbe potuto fomentare disordini nel tentativo di mantenere la propria influenza politica sul sistema. Rafsanjani era stato criticato per le sue simpatie riformiste e la sua età (78 anni) giudicata da più parti come troppo avanzata. Il suo ruolo sarebbe stato solo quello di arginare Mashai qualora fosse stata approvata la sua candidatura. E ora i due candidati più in vista sono Jalili, 48 anni, che è il capo negoziatore che tratta con le potenze del 5+1 sul programma nucleare iraniano sospettato di nascondere finalità militari ed è anche segretario del Supremo consiglio per la sicurezza nazionale iraniano. Considerato fedele alla Guida suprema, nel cui ufficio è entrato nel 2001, è un veterano della guerra Iran-Iraq degli anni Ottanta, dove ha perso parte della gamba destra e guadagnato l’appoggio delle potentissime guardie rivoluzionari, i Pasdaran. Segnali indicano che la sua posizione come candidato di punta della Guida non è stabilizzato in quanto lo affianca Qalibaf, il sindaco della capitale definito da ‘’Time’’ affascinante come un Bill Clinton iraniano e pio come un Bush musulmano (Time). Gli altri candidati sono Hassan Rohani (un religioso “rafsanjaniano”), Mohsen Rezaei (formalmente indipendente ma consigliere di Khamenei, ex capo dei Pasdaran e sconfitto da Ahmadinejad nel 2009) e Mohammad Reza Aref (un ex primo vicepresidente proveniente da quell’area riformista marginalizzata dopo la repressione dei moti di protesta del 2009).

Said Jalili e Mohammad Qalibaf,
i due candidati più qualificati
TEHERAN. – I due candidati di spicco rimasti dopo le esclusioni decretate dai guardiani della Costituzione sono il negoziatore per il nucleare Said Jalili e il sindaco di Teheran, Mohammad Baqer Qalibaf.

JALILI: 48 anni, è il capo negoziatore che tratta con le potenze del 5+1 sul programma nucleare iraniano che gli occidentali sospettato di nascondere finalità militari. E’ anche segretario del Supremo consiglio per la sicurezza nazionale iraniano. – è considerato fedele alla Guida suprema Ali Khamenei, nel cui ufficio è entrato nel 2001 e che rappresenta all’interno del Supremo consiglio di sicurezza. E’ appoggiato da ultraconservatori ostili al delfino di Mahmud Ahmadinejad. – è un veterano della guerra Iran-Iraq degli anni Ottanta, dove ha perso parte della gamba destra: una menomazione che lo aiuta a ottenere l’appoggio dei potentissimi Guardiani della Rivoluzione, i Pasdaran.

QALIBAF: 52 anni, è il popolare sindaco della capitale dal 2005. Il settimanale americano Time l’ha definito affascinante come un Bill Clinton iraniano e pio come un Bush musulmano; – già capo della polizia e dell’aviazione del Corpo d’elite dei Pasdaran. Fu sconfitto alle presidenziali del 2005 da Mahmud Ahmadinejad.

 

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