Intxausti si concede il bis al Giro

IVREA – Dieci giorni con la maglia rosa addosso e non sentirla. Signore e padrone del 96º Giro d’Italia, inattaccabile e imbattibile. Basta provocarlo e Nibali reagisce, con prontezza, determinazione e prepotenza, con la sicurezza dei forti. Il messinese risponde colpo su colpo, confermando il proprio strapotere in una corsa a tappe che, dopo gli abbandoni di Wiggins ed Hesjedal, sembra non avere più molto da dire. Né da nascondere. Si ha l’impressione di assistere a un vero e proprio ‘count-down’ verso l’epilogo di domenica a Brescia, sebbene manchino ancora cinque tappe. Se Nibali non crolla sarà molto, molto difficile riuscire a sfilargli di dosso la ‘rosa senza spine’ che il leader della classifica generale dimostra di meritare ogni giorno, di chilometro in chilometro, dopo averla indossata l’11 maggio, al termine della cronometro di Saltara.

La tappa di ieri, partita da Valloire e conclusa a Ivrea, vinta da Intxausti, con la dedica all’amico Xavier Tondo, morto tragicamente in Sierra Nevada il 23 maggio di due anni fa, durante un allenamento, ha detto che: Scarponi é vivo, che Evans non molla il secondo posto, né perde altri secondi da Nibali, che il giovane Santambrogio è letteralmente crollato nella parte finale del percorso – sulla salita di Andrate, un muro durissimo con pendenze che arrivano oltre il 10 per cento, rinunciando al momento di puntare al podio; che Pozzovivo, uno specialista, si è fatto staccare in una salita dura quanto si vuole, ma lunga solo poco più di 6 chilometri.

Betancur, ancora in cerca di un successo al Giro, dopo tre secondi posti, ha acceso la corsa negli ultimi chilometri, al termine di una fuga lunghissima.

Il percorso, del resto, favoriva l’impresa di uno o più atleti e i vari Navardauskas, Damiano Caruso, Sella, Pirazzi, nell’impresa ci hanno creduto davvero.

Il finale è stato tutto da vivere e da godere, dal momento che – sulla salita di Andrate – Betancur ha innescato la miccia, scattando a 500 metri dal traguardo del GP della montagna, al quale puntava la maglia azzurra Pirazzi. Nibali, nella successiva discesa, ha risposto immediatamente, sostenuto da Aru e dal campione nazionale estone Kangert, che sul traguardo si sarebbe piazzato al secondo posto. Anche l’olimpionico di Pechino 2008, lo spagnolo Sanchez, ha provato e riprovato a creare lo scompiglio nel gruppetto di testa, con un paio di scatti, che sono stati neutralizzati da Nibali in persona, al quale in discesa sono bastati un allungo, un paio di curve disegnate con straordinaria maestria, per riportarsi sugli attaccanti.

Forse lo ‘Squalo dello Stretto’ ha pure pensato di poter puntare alla vittoria di tappa, ma alla fine ha preferito non farsi prendere troppo la mano.

La tappa è così andata a Intxausti, che a Pescara era stato maglia rosa e che si è aggiudicato uno sprint a tre, con Nibali che, a pochi secondi di distanza, sorrideva, pregustando un altro giorno in rosa.