Lazzaro, la mano destra di Sanvicente

Pubblicato il 22 maggio 2013 da redazione

CARACAS – Con appena 25 anni, Maurizio Lazzaro ha coronato un sogno di molti giovani che vogliono intraprendere la carriera di allenatori: essere la mano destra di Noel Sanvicente, uno dei mister più blasonati del Venezuela. Lo sanno bene milioni di tifosi del Caracas Fc che lo hanno venerato per diversi anni sulla panchina dei ‘Rojos del Ávila’.

Maurizio ha accettato questa sfida con molta destrezza dopo l’addio di Hector Rivas: “Da quando avevo 18 anni sono nel mondo del calcio professionistico e sempre mi sono posto l’obiettivo di aiutare nella preparazione dei giocatori prima di ogni match. Do grazie a Dio per questa occasione che mi ha elargito”.

Lazzaro, prima di dedicarsi ad esercitare la professione di preparatore dei portieri ha giocato in tutte le categorie inferiori (dai pulcini alla primavera) del Caracas, e poi con l’ampliamento del Torneo locale si è trasferito all’Estrella Roja. Con questa compagine l’italo-venezuelano ha giocato 10 gare, prima di dover dare l’addio al calcio giocato a causa di un problema cardiaco. Da lí, è iniziata la sua ascesa come preparatore di portieri, ruolo dove giocava prima di appendere gli scarpini al chiodo.

L’ex portiere, nato 25 anni fa a Caracas, confessa di essere molto contento di questa esperienza “Sono molto contento qui a Barinas, sono grato a tutto il personale che lavora per il Zamora, dalla direttiva allo staff tecnico. Noi lavoriamo tutti i giorni per portare a casa i risultati positivi che ci permettano di arrivare il più alto possibile”.

“Essere accanto ad una grande stella come Sanvicente, ti aiuta a crescere a livello professionale” commenta il giovane tecnico.

Lazzaro insieme alla squadra sta vivendo una settimana che vale una stagione. Lo Zamora sta preparando la gara di ritorno della finale Scudetto contro il Deportivo Anzoátegui. All’andata, a Barinas, bianconeri ed orientali hanno pareggiato 1-1. Adesso la squadra allenata da Noel Sanvicente è chiamata a vincere domenica a Puerto La Cruz, c’é in palio lo scudetto.

“I record sono fatti per batterli, quella di Puerto la Cruz sarà una sfida difficile. Ad inizio stagione nessuno ci dava come favoriti, adesso stiamo qui lottando per vincere la nostra prima ‘estrella’. Durante tutto il Clausura abbiamo lottato per superare le avversità che abbiamo riscontrato gara dopo gara, dimostrando che in rosa c’è tutto il talento possibile per superare queste avversità”.

Quando un allenatore è stimato ed amato anche i giocatori seduti in panchina, alla fine di un incontro vinto, lo abbracciano e si complimentano con lui, cosa che si vede ogni domenica con i bianconeri. Il mister deve essere anche un uomo saggio, poiché attraverso l’insegnamento tecnico-tattico deve saper dare lezioni di vita, perché a volte basta una parola per liberare un giovane dall’assedio della tristezza. Deve saper ascoltare tutti senza venir mai meno alle proprie convinzioni acquisite e sperimentate. Lazzaro ha dimostrato che i suoi 25 anni non sono una limitante, che anzi sa trasmettere tutto quello detto in precedenza per dare insieme a Sanvicente quella carica inpiù che serve per portare a casa i tre punti.

“Da quando avevo 18 anni lavoro come preparatore dei portieri ed ho sgroppato con campioni che avevano una vasta esperienza, ad esempio nel Real Esppor ho lavorato con Javier Toyo e lui mi rispettava come io rispettavo lui. Penso che saper affrontare queste situazioni con molta professionalità mi ha aiutato a guadagnare la fiducia del mister”.

Nonostante abbia appena 25 anni, Lazzaro è andato in Europa per studiareda preparatore dei portieri. In Italia ha partecipato ad un corso che si è svolto a Verona. Durante la sua permanenza nel belpaese ha avuto modo di assistere agli allenamenti del Milan a Milanello, oltre ad aver incontrato in un’occasione il commissario tecnico della nazionale italiana Cesare Prandelli.

“Ho partecipato a diversi corsi in Europa, ma non mi aspettavo che un’occasione così importante si sarebbe presentata cosí presto. Sono felice, per questa opportunità”.

Il tecnico di origini siciliane, gestisce anche un’accademia calcistica per preparare i futuri portieri. “Voglio continuare a preparare i giovani che hanno il desiderio di giocare in porta”.

La sua esperienza in porta gli ha permesso anche di avere una percezione diversa del calcio: gli schemi, le azioni, e tutti queipiccoli dettagli che in un’altro ruolo non si possono percepire. “Giocare in porta mi ha aiutato ad avere una migliore visione della gara. Stando in porta diciamo che sei una sorta di allenatore in campo, perché puoi dettare i tempi di gioco ai tuoi compagni. Un portiere normalmente nell’arco dei 90’ minuti non viene impegnato durante tutta la gara, per cui ha la possibilità di osservare il proseguire del match”.

Lazzaro ci racconta che ha sempre seguito la Serie A, ma senza avere nessuna preferenza per qualche squadra. Quello che ammira è lo stile offensivo che sta mettendo in campo la nazionale italiana nell’era Prandelli e quello della Juve dell’era Conte.

Il tecnico di origini siciliane, domenica potrebbe coronare un sogno: fare il giro del campo con la coppa in mano e gridare: “Somos campeones”.

Fioravamte De Simone
Foto Prensa Zamora

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