Il Pd si prepara al Congresso ma spunta l’ipotesi del rinvio

ROMA  – Il Pd torna a parlare di congresso. Un appuntamento che, ha ribadito il segretario Guglielmo Epifani nella riunione di ieri con il gruppo parlamentare della Camera, in un intervento apprezzato da più parti, dovrà essere ”vero”, non sui nomi ma sui contenuti e dunque ”va ben preparato”, con tutto il tempo necessario a farlo in un clima disteso. Parole che hanno dato il destro a qualcuno, anche se Epifani non ne ha fatto alcun accenno specifico, per far tornare a circolare l’ipotesi di un rinvio dell’appuntamento. Rumors in questo senso erano circolati anche nei giorni scorsi. Si va da chi ipotizza uno slittamento minimo, a novembre, a chi parla di febbraio. Non c’è, comunque, ancora nulla di stabilito ma a qualcuno, si racconta, nell’ala più ‘governativa’ non dispiacerebbe un piccolo posticipo della data come ‘misura di salvaguardia’ nei confronti dell’esecutivo, per metterlo al sicuro dalla naturale tensione che potrebbe creare il confronto congressuale. Un’ipotesi di questo genere, poi, non sarebbe mal vista dall’area renziana, perchè darebbe un po’ più di tempo al sindaco ‘rottamatore’ di decidere se e come scendere in campo.

Non gradirebbe assolutamente l’ipotesi di un rinvio del congresso l’ala dalemiana, così come quella dei giovani turchi.

– Mi è piaciuta la relazione di Epifani al gruppo – dice la ‘turca’ Silvia Velo – sia sul fronte dell’Imu che sulle riforme, ha avuto una posizione netta ma pacata. E’ la persona giusta per portarci rapidamente e serenamente al congresso.

Il percorso è comunque ancora lungo. La prossima settimana Epifani dovrebbe incontrare i segretari regionali e poi, dopo il turno delle amministrative, convocare la direzione. Una riunione nella quale, tra l’altro, si discuterà anche del dossier caldo della riforma della legge elettorale. Con i renziani (ma non solo) che dicono no ai mini-ritocchi al Porcellum che, attaccano, porterebbe solo a un ”Porcellinum”. Renziani che, intanto, incassano da Epifani una assicurazione su un tema a loro caro (ma sul quale sembra comunque esserci una convergenza all’interno del partito): Durante la riunione con i deputati, infatti, Epifani parla della necessità di separare il ruolo del candidato premier da quello del segretario. E sempre sul fronte del congresso, il leader fa anche un accenno ai meccanismi per l’elezione del segretario, sottolineando la possibilita’ di trovare un modo per non far votare solo gli iscritti, magari attraverso una registrazione sul modello delle primarie Renzi-Bersani.

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