Egitto: blackout elettrici, parte campagna non paghiamo

IL CAIRO. – Parte da Luxor nell’alto Egitto una nuova campagna di disobbedienza civile. Questa volta nel mirino c’è la fornitura di elettricità soggetta ogni giorno di più a interruzioni e blackout in concomitanza con l’arrivo della calda stagione e dell’uso massiccio di condizionatori d’aria. ”Il fattorino che viene a riscuotere i pagamenti non venga nel nostro quartiere” è lo slogan della nuova campagna lanciata dagli attivisti anti presidente Mohamed Morsi che chiedono agli abitanti di non pagare, visto che la corrente manca a più riprese durante la giornata. ”Il popolo non deve pagare perchè questo governo fallimentare sappia che non potrà  costringerlo a comportarsi contro la sua volontà” si legge in un comunicato. La questione dei blackout sta diventando di primo piano in tutto il paese. In molti quartieri del Cairo la corrente viene staccata due o tre volte al giorno per almeno un’ora. Un breve blackout si è verificato in settimana anche all’aeroporto della capitale, ma i responsabili hanno minimizzato, spiegando che lo scalo è fornito di generatori. L’emergenza, con temperature che stanno già toccando i 38 gradi al Cairo e i 43 a Luxor, è stata discussa anche dal premier Hisham Qandil con i ministri dell’elettricità, del petrolio e delle finanze dopo che i responsabile per l’elettricità è stato costretto a scusarsi con i cittadini per i tagli causati dalla mancanza del carburante e dall’aumento dei consumi. Il governo ha messo a disposizione ulteriori fondi, 200 milioni di dollari, per l’acquisto del diesel che serve per alimentare le centrali elettriche, sottolineando che occorre però una maggiore percezione della necessità di tagliare i consumi in un paese dove l’energia elettrica è’ stata tradizionalmente fortemente sovvenzionata dallo stato per tenerne basso il prezzo al consumo. ”Stiamo proprio tornando ai secoli bui”, ha scritto un’attivista su Twitter, con un sarcastico riferimento al Medio Evo.

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