Torna “l’incubo ricina”: lettera a Obama e Bloomberg

NEW YORK. – Negli Stati Uniti torna l’incubo ricina, la potente sostanza velenosa che, se inalata o ingerita anche in piccolissime quantità, può essere letale per l’uomo. Una lettera sospetta è stata inviata al presidente americano, Barack Obama, la seconda in poche settimane. Si tratta di una missiva anonima del tutto simile alle due contenenti tracce di veleno indirizzate al sindaco di New York, Michael Bloomberg. Anche stavolta – come in aprile – l’obiettivo di chi ha spedito le micidiali buste sembra essere quello di colpire chi è impegnato sul fronte della lotta alle armi da fuoco. A partire dall’inquilino della Casa Bianca e dal primo cittadino di New York, che della stretta sulla vendita di pistole e fucili da guerra hanno fatto una battaglia anche personale. Bloomberg spendendo anche parte delle sue enormi ricchezze per finanziare campagne e progetti. Le lettere a Obama e Bloomberg – secondo quanto trapela dagli investigatori – conterrebbero del resto specifiche minacce riferite proprio al dibattito in corso sulle armi e sulla necessità di un maggior controllo sulla loro vendita e diffusione. ‘’Sia chiaro che noi non ci fermeremo e non abbiamo intenzione di mollare i nostri sforzi’’, ha commentato Bloomberg, ricordando come ‘’solo quest’anno 12.000 persone in America saranno uccise da armi da fuoco, e altre 19.000 si suicideranno’’. Il testo di tali minacce contenuto nelle lettere non è trapelato ma, secondo fonti investigative citate da alcuni media, chi ha spedito le lettere avrebbe anche scritto: ‘’Questo non è niente rispetto a quello che sto preparando contro di voi’’. Alla Casa Bianca, così come negli uffici e nelle residenze del miliardario sindaco di New York, l’allerta è massima.

Il Secret Service ha rafforzato la protezione sul presidente e sui membri della sua famiglia. E la squadra antiterrorismo dell’Fbi ha preso in mano la situazione avviando le analisi e le indagini del caso. Sul primo dei plichi inviati a Bloomberg – intercettato in un centro di smistamento della posta a Manhattan – c’era l’indirizzo della sede del municipio. Sul secondo – scoperto dagli ispettori postali di Washington – quello della sede di ‘Mayor Against Illegal Guns’, l’associazione no profit presieduta da Bloomberg e che riunisce tutti i sindaci che si battono per frenare la corsa alle armi. Su entrambe le buste – raccontano fonti investigative – ci sarebbe il timbro dell’ufficio postale di Shreveport, in Louisiana, dove si smista verso l’intero Paese anche la corrispondenza proveniente da Texas e Arkansas. Ai controlli le buste sospette sono state subito individuate per la presenza al loro interno di tracce di una sostanza oleosa e rosastra. Mentre gli esperti della polizia che hanno effettuato i primi controlli hanno mostrano sintomi di avvelenamento, anche se non correrebbero rischi per la propria vita. Lo scorso mese, dopo l’attentato alla maratona di Boston, alcune missive contenenti tracce di ricina furono inviate sia ad alcuni senatori in prima linea nella battaglia contro le armi da fuoco sia alla Casa Bianca, indirizzate al presidente Barack Obama ed intercettate in extremis. Casi che hanno risvegliato antiche paure. Resta vivo, infatti, negli Usa il ricordo delle lettere all’antrace inviate dopo gli attentati dell’11 settembre 2001 a diversi parlamentari e giornalisti americani. Allora l’ondata di spedizioni tossiche provocò 5 morti.

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