Torna l’Italia ed affronta la bufera Balotelli

BOLOGNA – Torna la nazionale. Torna la bufera. “A una pressione del genere non ci si abitua mai”, dice sconfortato Cesare Prandelli, appena investito dal caos su Balotelli. Pensava di dover affrontare solo lo sparring partner San Marino, oggi, invece davanti si trova ancora una volta un caso che viene da lontano.

Un pentito di camorra riapre il caso della visita dell’azzurro a Scampia tre anni fa, e parla di droga spacciata per gioco; “vergognatevi”, è la risposta del giocatore con un tweet pieno di parolacce e rapidamente ritirato.

“Mario ha già detto, e la sua è una risposta sincera: quella di un ragazzo di 22 anni sempre al centro dell’attenzione che dice ‘ora basta””, è però la difesa del commissario tecnico azzurro. Modestamente, nei giorni scorsi Prandelli aveva confessato che si sarebbe accontentato di poco: dimenticare fatiche e veleni del campionato, riuscire a concentrarsi sulla partita chiave di qualificazione al Mondiale – il 7 giugno a Praga contro la Repubblica Ceca – e poi vivere il mese tutto suo di azzurro in Confederations come una prova di Mondiale. E invece è subito un frullatore azzurro, esattamente come un anno fa in avvicinamento di Europeo. “Non ti abitui mai: vorremmo dover rispondere solo del nostro operato sul campo – ammette il ct dalla sala stampa del Dall’Ara – e invece ecco una vicenda delicatissima, basta sbagliare un aggettivo e crei altro disturbo…Ma è la storia della nazionale, quando arriva una grande manifestazione si accende un interesse quasi morboso. E oltre non vado”.

Sempre pronto ad affrontare temi caldi, questa volta su Prandelli la notizia delle parole del pentito è arrivata davvero come una saetta. Il gruppo azzurro è stato raggiunto dalla notizia sui telefonini, mentre in treno si trasferiva da Firenze a Bologna, tra l’entusiasmo dei tifosi delle due città nelle rispettive stazioni.

La partita di oggi contro i dilettanti di San Marino è un test leggero. A riposo El Shaarawy, Barzagli e Montolivo per piccoli dolori, lontano il reprobo Osvaldo, un po’ di minuti per vedere alla prova Bonaventura e Aquilani. La passerella agli idoli di casa Diamanti e Gilardino, con porte aperte a donne, under 18 e quattro mila bambini delle scuole. E poi, è recuperato all’ultimo proprio lui, Mario Balotelli. Insomma, l’occasione giusta per parlare con leggerezza dell’azzurro, e una serata da dedicare alla lotta al razzismo: in tribuna ci sarà il ministro Cecile Kyenge, invitata dalla federazione, e il nuovo canale youtube della Figc parte con uno spot dei giocatori e di Prandelli (“nel calcio il solo colore che conta è quello della maglia”).

Eppure i volti azzurri non potevano essere del tutto sereni. Neanche il tempo di parlare un attimo con Balotelli, e l’attaccante aveva già dato d’istinto la sua risposta: “Vergognatevi, avete detto che andavo a puttane, la prossima sarò che la prendo in c….”. Difficile, per lo staff della nazionale, dire molto di più. “Ha risposto, e a me non interessa entrare nell’argomento”, la prima replica di Prandelli, poi molto più franco nel raccontare la sua insofferenza.

“E’ un argomento delicato – la conclusione del ct – Rimaniamo a quello che ha detto Mario, col quale non ho ancora parlato. E’ una cosa molto seria, ma non si capisce se è seria o uno scherzo…Mario da sempre crea tanto interesse. Tanti lo tirano in mezzo, e lui risponde con sincerità. Stavolta dice ‘basta! cosa ho fatto questa volta? ogni settimana qualcosa di diverso”. E, si capisce, è la stessa convinzione di Prandelli.

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