Capriles pide a colombianos no dejarse chantajear

Pubblicato il 30 maggio 2013 da redazione

BOGOTÁ- En una rueda de prensa con medios colombianos, el gobernador de Miranda y líder de la Mesa de la Unidad, Henrique Capriles, ofreció disculpas a la población de ese país por los señalamientos hechos por representantes del Gobierno de Venezuela ante la reunión que él sostuvo con el presidente Juan Manuel Santos y representantes del Congreso. Además, instó a los periodistas colombianos a investigar quiénes son el presidente de la Asamblea Nacional, Diosdado Cabello, y el canciller Elías Jaua.

“Rechazo esas declaraciones y le digo a los hermanos colombianos que no se dejen chantajear por el Gobierno venezolano. Colombia tiene el derecho de recibir a quien quiera recibir. No solo soy quien representa la mayoría del pueblo venezolano, sino que soy gobernador en ejercicio, electo en proceso electoral”, aseveró.

A juicio de Radosnki, el proceso de paz en Colombia está andando pero Venezuela no está realmente comprometida con la paz del vecino país. “Nunca va a ser firme porque Venezuela ha sido, lamentablemente por complicidad del Gobierno venezolano, refugio para irregulares y además financia y les da recursos económicos”, aseguró.

Capriles indicó que el Gobierno de Venezuela pretende convertir este encuentro en un conflicto para tapar la situación política y económica que se vive en el país. “Con esto buscan tapar la profunda crisis que estamos viviendo los venezolanos. Con esas declaraciones confirman la verdad que vine a decirle a los colombianos de que esos funcionarios, que no tienen moral para decir nada, se robaron las elecciones y allí está su forma de actuar y reaccionar”, dijo el Gobernador de Miranda, que recordó además que Diosdado Cabello y Elías Jaua perdieron en elecciones ante él y “tienen un despecho”.

Henrique Capriles desmintió que en la reunión con el presidente Juan Manuel Santos se haya hablado sobre audios o situaciones relacionadas con narcotraficantes en Venezuela. Advirtió que al Gobierno de Venezuela le queda “muy mal” reaccionar como lo hizo si estaban al tanto del encuentro formal con el mandatario colombiano. “Ahí se demuestra la doble cara del Gobierno venezolano (…) Fue un encuentro cordial, amistoso, para hablar sobre la paz, la situación económica de los venezolanos. La situación del país es muy dura”, comentó.

Capriles reiteró que su visita a Colombia es para instar a ese país miembro de la Unión de Naciones Suramericanas (Unasur) a hacer cumplir el compromiso de evaluar lo ocurrido en las elecciones presidenciales del 14 de abril con una auditoría. “Yo hoy represento más de la mitad del país, la mayoría de los venezolanos y la voz de la mayoría de los venezolanos. Quiero que se escuche no sólo en Colombia, sino en el mundo”, expresó.

Capriles dijo no ser un actor en la política colombiana y pidió que no se le incluya en las situaciones políticas internas de Colombia. “No vengo a meterme en la política interna colombiana. Soy absolutamente respetuoso. No vengo a calificar ni descalificar. Vengo a pedir apoyo y así lo haré en otros países (…) No estoy de acuerdo con descalificaciones y rechazo en nombre de la mayoría de los venezolanos las bravuconadas”, aseveró.

El excandidato presidencial aseguró que asistir a un acto protocolar y tomarse una foto con presidentes de otros países no le da legitimidad al mandatario venezolano Nicolás Maduro. “La democracia y los principios no pueden estar condicionados a la chequera”, sentenció.

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